Quattro comportamenti poco salutari che accorciano le aspettative di vita

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La combinazione di quattro comportamenti non salutari – fumo, mancanza di esercizio fisico, cattiva alimentazione ed elevato consumo di alcool – aumenta notevolmente il rischio di morte prematura.
E’ quanto rivela uno studio di recente pubblicato su Archives of Internal Medicine, che ha preso in considerazione un campione di 4.886 persone dai 18 anni in su, intervistate negli anni 1984 e 1985 e seguite al follow-up venti anni più tardi.

Cioccolato legato alla depressione

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Un recente studio apparso su Archives of Internal Medicine rivela che coloro che consumano tanto cioccolato risultano avere un umore più depresso rispetto a coloro che ne consumano poco.
Un’osservazione che sembra confermare precedenti ricerche che avevano individuato come il cioccolato abbia il potere di risollevare l’umore. Quest’ultima ricerca, sebbene ancora incompleta, solleva dunque oggi la questione se il cioccolato sia una causa o piuttosto una “cura” per l’umore.

Variante genetica responsabile di obesità e rischio Alzheimer

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Una variante genetica che occorre ad uno specifico gene, denominato FTO, non solo è dannosa perchè responsabile di accumulo indesiderato di grasso ma anche perchè può provocare un invecchiamento precoce del cervello e renderlo perciò più vulnerabile a disturbi come la demenza senile o il morbo di Alzheimer.

Un gene molto diffuso tra la popolazione che non solo contribuisce a far prendere peso ma invecchia il cervello di 16 anni rispetto al normale, è il commento del professor Paul Thompson, neurologo presso l’Università di California a Los Angeles, che ha condotto lo studio recentemente pubblicato sulla rivista Proceedings della National Academy of Sciences.

Poca consapevolezza sul girovita come fattore di rischio per malattie gravi

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Secondo una recente ricerca la gente non è consapevole dei rischi per la salute che può provocare un girovita eccessivo.
BBCNews riporta infatti che un recente sondaggio, condotto nel Regno Unito su un campione di 2.085 persone ha ottenuto come risultati che il 97% degli intervistati non erano a conoscenza del fatto che l’accumulo di grassi intorno alla vita ed all’addome sia un fattore di rischio riconosciuto per una serie di disturbi e malattie talvolta anche molto gravi, come tumori e diabete.

Vietare i grassi trans saturi?

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Nei paesi anglosassoni, è forte il dibattito in questo periodo sulla necessità o meno di bandire i grassi trans saturi dai cibi prodotti industrialmente.
Questo tipo di grassi, che in genere sono utilizzati nella confezione di margarine, dolciumi e prodotti da fast food sono già vietati in alcuni paesi, ed esperti inglesi sostengono che nel solo Regno Unito una riduzione dell’1% del consumo di grassi transaturi ridurrebbe il numero di decessi di almeno 7000 unità.

Apporto di grassi al mattino meno nocivo che alla sera

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La tradizionale colazione continentale, notoriamente ricca di grassi, con pancetta, uova e toast potrebbe non essere così dannosa per l’organismo come si è fino ad oggi creduto. Almeno da quanto traspare da un nuovo studio realizzato da ricercatori dell’Università dell’Alabama che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista International Journal of Obesity.
Un apporto di grassi all’inizio di giornata sarebbe dunque non nocivo e potrebbe prevenire la sindrome metabolica ovvero quella serie di fattori di rischio che occorrono insieme e che possono aumentare la possibilità di sviluppare malattie coronariche, diabete ed ictus.

Piccola tassa sulla vendita di bibite inefficace per combattere l’obesità infantile

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Piccole imposte sulla vendita delle bevande analcoliche non sono sufficienti a ridurre il consumo di soda tra i bambini. E’ quanto sottolinea un nuovo studio realizzato dalla Rand Corporation, un organismo di ricerca non a scopo di lucro.
La ricerca ha voluto valutare il potenziale impatto delle imposte sulla vendita di bevande a base di soda, che recentemente sono state proposte come strategia per combattere l’obesità infantile.
Secondo lo studio se l’obiettivo è quello di ridurre notevolmente il consumo di carbonato di sodio tra i bambini, allora la tassa dovrebbe essere decisamente consistente, mentre una piccola sovrattassa, da quanto traspare dalla ricerca non ha nessun vantaggio pratico.
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