
Dopo aver parlato di leguminose come le fave, le arachidi, le lenticchie e i fagioli, oggi vogliamo parlare della barbabietola rossa.
La barbabietola rossa appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae e pare che il suo utilizzo in campo alimentare sia conosciuto fino dai tempi antichi, tanto che vi è testimonianza scritta addirittura nei papiri babilonesi.
Esistono molte varietà di barbabietola: da orto, da zucchero, da foraggio, la barbabietola tonda di Bassano, la barbabietola indiana, la rossa di Chioggia, la lunga liscia, quella nera piatta d’Egitto e l’albina vereduna.
La barbabietola rossa contiene il 90 per cento di acqua, mentre il restante 10% è suddiviso in acqua, proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.
La barbabietola rossa appartiene alla famiglia delle Chenopodiaceae e pare che il suo utilizzo in campo alimentare sia conosciuto fino dai tempi antichi, tanto che vi è testimonianza scritta addirittura nei papiri babilonesi.
Esistono molte varietà di barbabietola: da orto, da zucchero, da foraggio, la barbabietola tonda di Bassano, la barbabietola indiana, la rossa di Chioggia, la lunga liscia, quella nera piatta d’Egitto e l’albina vereduna.
La barbabietola rossa contiene il 90 per cento di acqua, mentre il restante 10% è suddiviso in acqua, proteine, glucidi, fibra alimentare, vitamine e sali minerali quali il sodio, il potassio, il ferro, il calcio ed il fosforo.




