Nuova lozione contro la pediculosi, a base di alcool benzilico

pidocchio

La lotta ai pidocchi si è sempre combattuta a suon di rimedi naturali, come la vaselina e gli oli, di oliva oppure di altre piante, che avevano lo scopo di uccidere il parassita impedendogli la respirazione. Un rimedio efficace anche se spesso i pidocchi, apparentemente debellati, riuscivano in poco tempo a ricomparire. Ciò perchè il piccolo animale è dotato di uno speciale sistema di protezione dell’apparato respiratorio, che presenta delle membrane, denominate spiracoli, che proteggono le cavità respiratorie.
Di fronte ad un trattamento naturale a base di sostanze oleose il parassita può dunque chiudere le cavità respiratorie, e quando si lava via la sostanza oleosa dalla testa esso ritorna attivo.
Esistono, è vero, anche prodotti a base di neurotossine ed insetticidi, ma spesso il loro uso è da utilizzare con cautela e con intervalli di tempo relativamente lunghi, almeno 10 giorni di distanza da un’applicazione all’altra.

Caffè riduce il rischio di ictus?

caffe

Bere caffè potrebbe ridurre il rischio di ictus, secondo quanto rilevato da uno studio di recente presentato al meeting annuale dell’American Stroke Association tenutosi recentemente.
La ricerca, condotta dal Dott. Yangmei Li, epidemiologo presso l’Università di Cambridge, ha preso in considerazione un campione di 23.000 persone seguite per un periodo di 12 anni, che hanno compilato questionari sul consumo quotidiano di caffè e che sono stati monitorati per tutto il periodo della ricerca sull’incidenza dei casi di ictus.
Secondo i dati forniti dai ricercatori coloro che dichiaravano di bere caffè sono risultati avere un rischio di ictus ridotto di circa il 27% rispetto a coloro che dichiaravano di non bere mai caffè.

Videogiochi e violenza, un dibattito acceso

playstation

Videogiochi e violenza, un dibattito che ancora oggi appassiona studiosi e ricercatori, e che continua a dare risultati discordanti, come rivela un recente articolo apparso su USA Today.
Una recente ricerca statistica su circa 130 precedenti studi ha evidenziato un legame tra i videogiochi e lo sviluppo di pensieri ed atteggiamenti aggressivi negli adolescenti, oltre che diminuire l’empatia, e ciò a prescindere da altri fattori come sesso, età, ed ambiente culturale.
Lo studio, pubblicato dal Dott. Craig Anderson del Center for the Study of Violence presso la Iowa State University è il frutto di un’analisi statistica su precedenti ricerche che hanno coinvolto in totale un campione di più di 130.000 giocatori nella fascia di età corrispondente al primo ciclo di studi della scuola elementare, in USA, Europa e Giappone.

Sclerosi multipla: fitness ottimo aiuto per le funzioni cognitive

fitness

Sembra che l’esercizio fisico sia di grande aiuto nel proteggere il cervello nelle persone colpite da sclerosi multipla, almeno secondo quanto riportato da uno studio recente realizzato da scienziati e ricercatori della Ohio State University.
La ricerca è stata compiuta su 21 donne affette da sclerosi multipla recidivante remittente, valutando gli effetti di fitness ed esercizio fisico sulla stato di salute del cervello e sulle funzioni cognitive.
Le pazienti con un alto grado di allenamento fisico, hanno rilevato i ricercatori, presentavano una maggior capacità di eseguire test cognitivi, rispetto alle donne meno allenate.

Un terzo dei medici non conosce i sintomi del “Choking Game”

ragazzo

Chocking game”, così viene chiamato un gioco particolarmente e pericolosamente diffuso tra gli adolescenti americani. Questo consiste nella compressione del torace e nell’arresto del flusso di sangue al cervello per qualche secondo, in modo che il successivo afflusso di ossigeno provoca un breve stato di euforia. Un gioco pericoloso e che può rivelarsi mortale o provocare danni permanenti.

Un recente studio ha rilevato come molti medici non siano ancora oggi in grado di individuare i sintomi più comuni del gioco negli adolescenti che visitano. Un problema, la mancata diagnosi, che riduce la possibilità di intervenire ed agire tempestivamente per evitare che l’adolescente si procuri ulteriori danni.

Demenza senile più alta negli anziani ospedalizzati

Gli anziani ricoverati in ospedale hanno un alto rischio di riscontrare un declino cognitivo e di sviluppare demenza senile. Lo sostiene uno studio pubblicato di recente su Journal of the American Medical Association. La ricerca ha preso in considerazione un campione di 2.929 persone tutte superiori ai 65 anni di età, che dal 1994 al 2007 sono stati ricoverati in ospedale.
Tutti i partecipanti, al momento della ricerca, non presentavano segni né sintomi di demenza senile.
In un follow-up medio di 6 anni, 1287 di questi sono stati ricoverati in ospedale per una malattia non grave, 41 per patologie serie mentre il restante gruppo non è stato ospedalizzato.

Cibi grassi aumentano il rischio di ictus nelle donne adulte

dolci

Mangiare molti grassi, soprattutto quelli presenti in biscotti e pasticcini, gelati ed altri snacks confezionati e prodotti industrialmente aumenta il rischio di ictus nelle donne sopra i 50 anni.
In particolare i grassi sotto accusa sono i cosiddetti grassi transaturi, dannosi sia per il cuore che per il girovita.

Lo rivela un nuovo ampio studio condotto negli Stati Uniti, che ha coinvolto un campione di più di 87.000 donne, già reclutate all’interno di un ampia ricerca, Women’s Health Initiative, voluta dal governo federale statunitense per valutare l’impatto delle cure ormonali sulle donne in menopausa.
Una evidenza indiscutibile, secondo quanto rilevato dai ricercatori, il rischio del tipo più comune di ictus aumenta infatti del 44% nelle donne che fanno una dieta ricca di grassi.

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