I cartoni animati influenzano le scelte alimentari dei bambini

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I bambini pensano che uno snack abbia un sapore migliore se sopra la confezione sono stampati i personaggi più famosi dei cartoon.
E’ un dibattito acceso quello dell’uso di determinati personaggi conosciuti del mondo dei cartoni animati sulle confezioni di cibo, e da molto tempo i nutrizionisti sono convinti che tali immagini non dovrebbero essere utilizzati, almeno non sul cosiddetto “junk food”, ovvero quei cibi di scarsa qualità nutrizionale e ricchi di grassi e calorie.

Obesi ma con metabolismo sano meno a rischio di malattie cardiache?

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Per un piccolo numero di persone obese, i chili di troppo non significano automaticamente la condanna a malattie cardiache o diabete.
Lo affermano ricercatori olandesi dell’University Medical Center di Groeningen.
Per quelle poche persone obese ma che non hanno altri fattori di rischio come pressione alta o colesterolo elevato, l’obesità di per se non aumenta il rischio di problemi cardiovascolari.

Solo il 37% dei cardiopatici fanno attività fisica dopo interventi o attacchi di cuore

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Un gruppo di ricerca della Case Western Reserve Univesity ha scoperto, in uno studio condotto su un campione di 248 pazienti cardiopatici, che solo il 30% di questi, ad un anno dagli interventi con bypass, angioplastica o dopo un attacco cardiaco, svolgeva regolarmente gli esercizi fisici consigliati dai medici.
Lo studio si è svolto applicando cardioferquenzimetri ai pazienti, e rilevando i dati per un intero anno dopo che questi erano stati sottoposti ad un corso di riabilitazione della durata di 12 settimane.

Tè e caffè salutari per il cuore

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Parecchie tazze di tè o di caffè al giorno potrebbero essere un fattore di protezione contro le malattie di cuore, secondo alcuni ricercatori olandesi che in questi giorni hanno dato alle stampe i risultati di una loro ricerca su un campione di 4000 persone.
Non è una novità in generale, perchè altri studi in passato avevano già individuato esserci una associazione tra queste bevande e la riduzione dei rischi di problemi di cuore.

10 i fattori di rischio nel 90% dei casi di ictus

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Un esteso studio internazionale ha scoperto che 10 sono i principali fattori di rischio nel 90% dei casi di ictus, con la pressione alta in testa alla classifica.
Nell’elenco, stilato all’interno del vasto studio denominato INTERSTROKE, cinque fattori individuati sono quelli che hanno un rapporto evidente con lo stile di vita: pressione alta, fumo, obesità addominale, dieta ed attività fisica, che da soli coprono circa l’80% delle rischio.
I risultati provengono da una ricerca internazionale, che ha osservato 3000 persone colpite da ictus ed un pari numero di individui sani in 22 paesi del pianeta.

Batteri intestinali e artrite reumatoide

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Esperimenti preliminari con i topi hanno evidenziato come certi organismi normalmente presenti nella flora batterica intestinale possono essere, a causa di una predisposizione genetica, la causa scatenante di risposte immunitarie errate che possono provocare l’artrite reumatoide.
E’ un campo della medicina tutto nuovo quello che sono andati ad esplorare i ricercatori della Harward Medical School, un area di indagine che la recente ricerca pubblicata sulla rivista Immunity promuove con questo studio su animali da laboratorio.

Metalli pesanti nella bigiotteria

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Negli Stati Uniti di recente ha fatto scalpore la notizia che alcuni grandi magazzini, come Wal-Mart o Claire’s o Target, avevano messo in commercio alcune partite di gioielli e bigiotterie per bambini e ragazzi che erano risultati contaminati con il cadmio. Questo metallo, considerato come uno dei “metalli pesanti” è altamente tossico per l’uomo, anche in piccole quantità. Esso si deposita nel corpo umano, e può creare seri problemi ai reni ed al fegato, ed inoltre sono risapute le sue proprietà cancerogene.
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