
Era nell’aria che ciò sarebbe successo quando le agenzie di stampa ed i mezzi di informazione avevano riportato le notizie sull’aumento dei numero dei casi e, soprattutto, sulla loro diffusione a livello planetario, visto che dalle Americhe nei giorni scorsi l’influenza è approdata anche sulle coste dell’Australia.
Questa dichiarazione ora avrà due forme di sviluppo, sostanzialmente, che dipendono dalla potenza economica delle nazioni nel mondo. Nei paesi industrializzati ed avanzati, i sistemi sanitari erano già di fatto impegnati ed operativi come se si fosse davanti ad una pandemia, quindi sostanzialmente la notizia non provocherà grandi cambiamenti nelle prestazioni sanitarie già ampiamente allertate, se non per la produzione di massa dei vaccini contro l’influenza.
Per i paesi meno sviluppati l’annuncio darà loro la possibilità di accedere a fondi per la prevenzione e la cura e per l’acquisizione dei vaccini.
Con la dichiarazione della fase 6 poi, le nazioni potranno imporre restrizioni alla circolazione ed eventualmente la chiusura di scuole ed uffici, e la quarantena.
L’annuncio preoccupa in parte alcuni medici ed istituzioni sanitarie, sopratutto perchè in grado di ingenerare il timore nella popolazione, che potrebbe riversarsi in gran numero in ospedali e strutture sanitarie rendendo difficoltosa la gestione degli interventi, cosa che attualmente sta succedendo in America Latina, ed in particolare in Argentina, dove ultimamente si sono verificati molti casi, e si è diffusa tra la popolazione una grande paura.
Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità tiene a precisare che la scelta di considerare l’influenza nella fase 6 delle pandemie per ora non significa che essa avrà in futuro un decorso più grave di quello odierno, caratterizzato da una percentuale di decessi molto ridotta.
L’unica preoccupazione è quella che, sviluppandosi in più paesi, l’epidemia possa ripresentarsi questo autunno con una virulenza più grave, come successe per la famosa Spagnola del 1918.
Alcuni dati:
L’influenza di Hong Kong, dichiarata pandemica nel 1968 uccise 1 milione di persone.
Statisticamente una normale influenza stagionale può essere letale per un numero di persone compreso tra 250.000 e 400.000.
Attualmente i contagiati sono 27.737.
I decessi certificati sono 141.
I paesi colpiti sono 74.
Il medicinale antivirale Tamiflu è gia stato distribuito in 121 paesi in via di sviluppo, per un totale di 5 milioni di dosi, ed altre 5 milioni di dosi saranno prossimamente distribuite, donate dalla casa farmaceutica produttrice del farmaco.






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