I telefoni cellulari non hanno aumentato i tumori cerebrali

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La diffusione dei telefoni cellulari e l’insorgenza di tumori al cervello. E’ un fenomeno dibattuto e che ancora resta nell’ambito delle ipotesi, come sottolinea un recente studio realizzato da ricercatori danesi della Danish Cancer Society, che ha compiuto un’approfondita ricerca sui tumori al cervello sulla popolazione di Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia compresa tra i 20 ed i 79 anni.
Secondo il loro studio l’andamento dei tassi di cancri e tumori al cervello non è sensibilmente aumentato da quando si è diffuso l’uso dei telefoni cellulari.
Anche se, commentano alla fine dello studio, sono necessari ulteriori ricerche per verificare quanto da loro osservato.

Perchè si russa?

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Il russare è una condizione che si verifica quando il palato molle, la parte alta della bocca nella zona posteriore, inizia a vibrare.
Questo fenomeno può dipendere da una serie di fattori, che spingono i muscoli di sostegno dell’apertura delle vie aeree superiori prima della gola, a rilassarsi durante il sonno.
I tessuti dell’area, compresi tra il palato e l’ugola, cominciano dunque a vibrare ad ogni respiro, e tali vibrazioni causano il rumore che si sente durante il russare.

In un gene del maschio la differente longevità dei sessi?

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La femmina vive più lungo del maschio, almeno nella media dei casi, e questo vale sia per l’uomo che per molte altre specie di mammiferi. Fino ad oggi non era stato possibile capire il perchè di ciò. La longevità potrebbe in qualche modo dipendere dal genoma di uno o di entrambi i genitori, ed un recente studio di ricercatori della Tokyo University of Agriculture, pubblicato su Human Reproduction, ha tentato di dare una risposta a questa domanda.
L’esperimento, condotto su topi da laboratorio, ha evidenziato la presenza di un gene che, sebbene sia presente in entrambi i sessi, si attiva solo nel maschio e, secondo gli scienziati autori dello studio questo potrebbe essere uno dei motivi della differente longevità dei due sessi.

Staminali per curare i postumi di un infarto

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Le cellule staminali adulte possono contribuire a riparare il tessuto cardiaco danneggiato da un infarto. Lo sostengono i dati forniti da un recente studio realizzato dal Rush University Medical Center e pubblicato su Journal of American College of Cardiology, per i quali le cellule staminali prelevate dal midollo osseo di un donatore sembrano aiutare i pazienti a recuperare meglio dopo un attacco di cuore, grazie al fatto che tali cellule contribuiscono alla ricostruzione dei vasi sanguigni danneggiati e quindi garantiscono un maggior afflusso di ossigeno al cuore.

Nella sigaretta colonie di batteri nocivi

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Non c’è pace per i fumatori, ed oltre ai tanti studi che associano l’abitudine al fumo a diversi disturbi, come problemi all’apparato respiratorio, tumori, malattie cardiocircolatorio, un nuovo studio evidenzia un altro fattore di rischio della sigaretta, finora non considerato ma che sembra avere una sua discreta importanza.

La sigaretta è un brulicare di germi, e tra questi sono presenti anche molti batteri responsabili di malattie respiratorie.

Sensibilità all’ansia e depressione

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La paura di essere colpiti dall’ansia può spingere le persone che si preoccupano eccessivamente a diventar depressi.
E’ questo il risultato di uno studio recentemente apparso sulla rivista Journal of Anxiety Disorders.
Secondo gli autori della ricerca, coloro che hanno paura di diventare ansiosi sono più facilmente preda di condizioni come la depressione, provocata appunto da un’eccessiva preoccupazione per la manifestazione di stati d’ansia.
I ricercatori, per giungere a queste conclusioni si sono basati sullo studio di una serie di questionari somministrati a 94 volontari di età media di 19 anni, che manifestavano un indice di sensibilità all’ansia (Anxiety Sensiblity) mediamente elevato.

Associazione tra il fumo in gravidanza e l’ADHD

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Le donne che fumano durante la gravidanza raddoppiano i fattori di rischio che il bambino possa in futuro sviluppare la sindrome da iperattività e mancanza di attenzione, ADHD.
L’affermazione proviene da una recente ricerca effettuata nel Cincinnati Children’s Hospital Medical Center. Secondo i ricercatori, l’esposizione prenatale al fumo di tabacco aumenta il rischio di ADHD di 2,4 volte.
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