Staminali per curare i postumi di un infarto

di Luca Bruno

Le cellule staminali adulte possono contribuire a riparare il tessuto cardiaco danneggiato da un infarto.

stetoscopio

Le cellule staminali adulte possono contribuire a riparare il tessuto cardiaco danneggiato da un infarto. Lo sostengono i dati forniti da un recente studio realizzato dal Rush University Medical Center e pubblicato su Journal of American College of Cardiology, per i quali le cellule staminali prelevate dal midollo osseo di un donatore sembrano aiutare i pazienti a recuperare meglio dopo un attacco di cuore, grazie al fatto che tali cellule contribuiscono alla ricostruzione dei vasi sanguigni danneggiati e quindi garantiscono un maggior afflusso di ossigeno al cuore.

L’esperimento è stato realizzato con il metodo del doppio cieco su 53 pazienti che nei dieci giorni precedenti all’esperimento erano stai colpiti da un attacco di cuore.

Sono state utilizzate cellule staminali mesenchimali, prelevate dal midollo osseo di un donatore, le quali hanno la caratteristica di potersi trasformare in diversi tipi di tessuti cellulari. Simili al sangue di tipo 0, le cellule staminali mesenchimali hanno il vantaggio di poter essere prelevate senza aver bisogno di essere accompagnate dal sangue di uno specifico gruppo sanguigno, il che presenta il vantaggio di non provocare fenomeni di rigetto.

Opportunamente trattate, esse sono state somministrate ad una metà dei pazienti, mentre l’altra metà riceveva lo stesso trattamento ma privo di queste particolari cellule.

La somministrazione è stata possibile semplicemente attraverso l’uso di un iniezione endovenosa, al braccio o alla gamba, il che oltretutto rappresenta un’interessante procedura data la sua estrema semplicità.

Confrontando i due gruppi di partecipanti allo studio, a distanza di sei mesi, con elettrocardiogramma e risonanza magnetica, i ricercatori hanno appurato che i pazienti cui erano state somministrate le cellule staminali adulte risultavano avere una condizione fisica migliore di almeno quattro volte rispetto al gruppo cui era stato somministrato il placebo: erano in grado di pompare più sangue ad ogni battito, e non presentavano per di più alcun effetto collaterale dovuto al trattamento.

I pazienti del primo gruppo riportavano inoltre un sensibile miglioramento delle funzioni polmonari.

Le cellule staminali dunque, possono essere di aiuto nella ricostruzione di nuovi vasi sanguigni che contribuiscono ad un maggior afflusso di ossigeno al cuore, e risultano anche efficaci nel riparare le cicatrici provocate dall’attacco di cuore.

Uno dei motivi per cui i risultati dello studio sono così promettenti consiste nel fatto che queste possono essere utilizzate senza la tipizzazione tissutale, e non innescano una risposta immunitaria, dunque sono disponibili praticamente per ogni paziente.

Un altro vantaggio della procedura è poi evidente nel fatto che il prodotto realizzato con le cellule staminali viene somministrato ai pazienti per via endovenosa, molto più semplice da praticare dunque, rispetto ad altre procedure fino ad oggi necessarie.

Lo studio suggerisce in definitiva che le staminali derivate dal midollo osseo dei donatori sono altamente flessibili, molto più di quello che fino ad oggi si era pensato, il che potrebbe permettere in futuro di utilizzarle con successo nella cura dei pazienti affetti da problemi al cuore in seguito ad attacchi cardiaci.

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