Caffeina e alcool, un mix nocivo

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Miscelare bevande energetiche contenenti caffeina all’alcool può essere anche diventata un’usanza comune tra i bevitori, ma una recente ricerca sostiene che questo mix è ancor meno salutare che bere solo alcool. Perchè, sostengono i ricercatori del College of Medicine dell’Università della Florida che hanno condotto la ricerca, questo può elevare il tasso di ubriachezza, con la conseguenza di peggiorare notevolmente la propria capacità di riflessione e concentrazione, per esempio durante la guida.
Un modo di assumere alcool erroneo, basato sulla convinzione, sbagliata, che il potere stimolante della caffeina contrasti quello depressivo dell’alcool.

Nuova luce sull’ipersensibilità nell’autismo

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Scienziati statunitensi hanno recentemente pubblicato sulla rivista Neuron uno studio realizzato su topi da laboratorio con il quale si potrà avere una maggior comprensione della sindrome dell’X fragile, un disturbo che provoca autismo e ritardo mentale.
Secondo i ricercatori le analisi da loro compiute approfondiscono il meccanismo per il quale le persone affette dalla sindrome risultano ipersensibili nell’olfatto, nel tatto, nel suono e nella vista.
A causare questa ipersensibilità concorrerebbe il ritardo nello sviluppo di un circuito cerebrale che si ritiene sia essenziale per elaborare le informazioni sensoriali.

Emicrania associata ad un maggior rischio di infarto

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Le persone con emicrania hanno più probabilità di avere attacchi di cuore.
Lo afferma una ricerca recente pubblicata sulla versione online della rivista Neurology, che riporta lo studio di ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York che hanno confrontato l’incidenza degli attacchi di cuore su un campione di più di 6000 persone sofferenti di emicrania e su un campione di 5000 persone sane.
Si è riscontrato così che nei pazienti con emicrania gli attacchi di cuore avevano un’incidenza del 4,1%, mentre nel gruppo di controllo essa si fermava all1,9%.
Non è il primo studio in merito, sostengono i ricercatori.

Una causa genetica per la balbuzie?

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Una ricerca recente rivela che alla base della balbuzie potrebbe esserci un difetto genetico.
Lo studio, che compare recentemente sulla rivista New England Journal of Medicine è stato realizzato da un’equipe di ricercatori del National Institute on Deafness and Other Communication Disorders statunitense, che ha esaminato un vasto gruppo di pazienti provenienti da diversi paesi, tra i quali Pakistan, Stati Uniti ed Inghilterra.

Tra questi i ricercatori hanno scoperto che uno su dieci presentava appunto una mutazione genetica in tre diversi geni.
Due di questi, denominati GNPTAB e GNPTG sono già comparsi nella ricerca medica perchè ritenuti collegabili a due gravi malattie metaboliche.

Cioccolato benefico per l’ictus?

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Sarà per l’occasione della festa di San Valentino che Healthfinder.gov pubblica un articolo che approfondisce recenti considerazioni riguardo agli effetti benefici del cioccolato fondente per quanto riguarda la prevenzione dell’ictus.
Prossimamente per esempio i ricercatori della Stroke Research Unit presso il St. Michael’s Hospital di Toronto presenteranno al meeting annuale della Academy of Neurology i risultati di una loro revisione di tre recenti studi in merito.

Gli studi sul rapporto tra consumo di cioccolato ed ictus presi in esame hanno dato risultati contrastanti, tali da non poter ad oggi fornire una chiara valutazione sui benefici del cioccolato per prevenire l’ictus. Uno dei tre studi infatti non ha scoperto alcuna associazione significativa, mentre un altro ha rilevato che il tasso di ictus è risultato più basso del 22% nelle persone che consumavano cioccolato almeno tre volte alla settimana, ed un terzo studio ha invece rilevato che con 50 grammi di cioccolato mangiati in una settimana il tasso di ictus si riduce del 46%.

Passione per i dolci e sviluppo biologico negli adolescenti

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La passione per i cibi dolci è sicuramente una delle prerogative dei bambini, ed una ricerca statunitense ha voluto scoprire se alla base di questa ci fossero dei motivi di carattere biologico.
Secondo i ricercatori dell’Università di Washington e del Monell Chemical Senses Center, esisterebbe effettivamente un legame diretto tra la loro passione per dolci e bevande zuccherate e la crescita biologica.

Il team di scienziati ha coinvolto 140 ragazzi dagli 11 ai 15 anni di età in un esperimento che consisteva nel somministrare loro se diversi tipi di bibita più o meno dolce, e di segnalare, dopo averle assaggiate, quale di queste fosse la loro preferita utilizzando una scala di valutazione suddivisa in 5 punti.

Obesità infantile e rischio di morte prematura

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La recente campagna promossa da Michelle Obama, la first lady statunitense, contro l’obesità infantile, è un impegno la cui importanza viene confermata giorno per giorno da sempre nuove ricerche.
Come il recente studio, realizzato per conto dei National Institutes of Health statunitensi che ha individuato un altra conseguenza decisamente seria dell’obesità nei bambini, il fatto cioè che questi sono più a rischio di morte prematura rispetto ai loro coetanei.
I dati che sostengono questa tesi provengono da un lungo studio condotto in Arizona su bambini indiani americani, più di 4800 individui seguiti per un arco di tempo lungo 25 anni.
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