Obesità infantile e rischio di morte prematura

di Luca Bruno

Un recente studio, realizzato per conto dei National Institutes of Health ha individuato una conseguenza decisamente seria dell'obesità nei bambini: sono più a rischio di morte prematura rispetto ai loro coetanei.

bimbo

La recente campagna promossa da Michelle Obama, la first lady statunitense, contro l’obesità infantile, è un impegno la cui importanza viene confermata giorno per giorno da sempre nuove ricerche.
Come il recente studio, realizzato per conto dei National Institutes of Health statunitensi che ha individuato un altra conseguenza decisamente seria dell’obesità nei bambini, il fatto cioè che questi sono più a rischio di morte prematura rispetto ai loro coetanei.
I dati che sostengono questa tesi provengono da un lungo studio condotto in Arizona su bambini indiani americani, più di 4800 individui seguiti per un arco di tempo lungo 25 anni.

I risultati, pubblicati sulla rivista NewEngland Journal of Medicine riportano che i bambini obesi hanno il doppio delle probabilità di morire prematuramente, a causa di disturbi come cirrosi epatica, malattie cardiovascolari, infezioni, diabete e tumori rispetto ai loro coetanei con peso nella norma.

Le morti da cirrosi epatica spesso sono proprio causate dalla combinazione di abuso di alcool ed obesità, e dalla presenza di tossine nel fegato.

Sebbene il loro studio abbia rilevato un evidente associazione tra obesità e probabilità di morte prematura, gli scienziati non hanno tuttavia potuto stabilire di quanto effettivamente, in termini di anni, l’obesità accorci la vita.

L’obesità incide negativamente non solo su fattori di rischio noti come il colesterolo alto, ma anche su una serie di altri fattori, come la pressione alta, alti livelli glicemici ed infiammazioni croniche nell’organismo.

Fattori di rischio ancora più gravi se si sviluppano durante l’infanzia e l’adolescenza.

Motivo in più, concludono i ricercatori, per stimolare i genitori a combattere con forza l’obesità nei loro figli.

Fonte USAToday

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