Bere molto influenza la capacità di interpretare le emozioni degli altri

di Redazione

Bere molto può influenzare la capacità di riconoscere le emozioni espresse sul viso delle persone che ci stanno intorno.

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Bere molto può influenzare la capacità di riconoscere le emozioni espresse sul viso delle persone che ci stanno intorno. Questi i risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’Università di San Diego in California, che hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per monitorare l’attività cerebrale di 15 alcolisti di lunga data, mentre guardavano immagini di volti che presentavano espressioni emotive positive o negative.

Le scansioni del cervello hanno rivelato che nei pazienti monitorati era diminuita l’attivazione delle regioni del cervello che hanno un ruolo nell’interpretare le emozioni espresse dal viso: l’amigdala e l’ippocampo.

L’incapacità di valutare adeguatamente le espressioni emotive può tradursi in una comunicazione non corretta delle emozioni, con la conseguenza di scatenare potenziali conflitti o difficoltà nelle relazioni interpersonali.

Le conseguenze di ciò possono essere che di fronte ad una situazione di incomprensione e di conflitto il bevitore ricorra ancora di più all’alcool.

Lo studio ha inoltre riscontrato che nel cervello degli alcolisti si attiva la corteccia prefrontale, quando si trova di fronte al dover interpretare le espressioni emotive di un volto, forse per compensare l’inattività di amigdala e ippocampo.

Studi precedenti avevano già riscontrato che una bassa attività di queste due aree del cervello era già stata evidenziata in pazienti psicopatici, ed in persone con una storia famigliare di alcolismo.

La bassa attività dell’amigdala ha anche una sua funzione nelle reazioni emotive degli alcolisti cronici, e ciò può far parte di tutta una serie di problemi comportamentali, tra i quali la disinibizione ed il disprezzo per le norme sociali.

Questi risultati dimostrano che le espressioni del viso, che noi usiamo per inviare informazioni e messaggi come amore, rabbia, preoccupazione ed altro, non sono percepite allo stesso modo da tutti, e che negli alcolisti sono in questo senso in una situazione di particolare svantaggio.

Resta ancora da scoprire però se tale meccanismo di riduzione dell’attività cerebrale di interpretazione delle emozioni sia presente già prima dello sviluppo dell’alcolismo o sia invece proprio provocato dall’abuso di alcol, che influisce sulla circolazione sanguigna nel cervello o su modifiche nei circuiti neuronali.

I dati dello studio sono stati annunciati in una conferenza stampa che preannuncia la pubblicazione della ricerca sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research il novembre prossimo.

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