Sesso e problemi di cuore

di Luca Bruno

Dopo un attacco cardiaco uomini e donne tendono a ridurre l'attività sessuale per paura di nuovi attacchi, una paura però infondata.

sesso

Molti di coloro che sopravvivono ad un infarto tendono ad evitare il sesso nella convinzione che questo possa essere un fattore di rischio per nuove crisi cardiache.
Lo sostiene un’equipe di ricercatori, che di recente ha presentato il suo rapporto in merito durante un meeting nazionale dell’American Heart Association statunitense.
Un recente studio in merito, su più di 1700 pazienti ha però evidenziato come il rischio di morire a causa dell’attività sessuale nelle persone che hanno subito un infarto è in realtà molto basso.

E ciò dovrebbe stimolare i medici, sostengono dalla British Heart Foundation, a parlare del sesso con i loro pazienti, per fugare le loro paure.

Un recente studio ha coinvolto un campione di 1.184 uomini e 576 donne colpiti da attacchi di cuore invitati dai ricercatori a rispondere a questionari riguardanti l’attività sessuale prima e dopo dell’infarto subito, ad un mese dalla crisi cardiaca e poi di nuovo dopo un anno.

Nel gruppo dei partecipanti gli uomini, di età media di 59 anni, risultavano avere una probabilità più alta di essere sposati, rispetto alle donne, di età media intorno ai 61 anni.

Nei questionari preliminari risultava inoltre che gli uomini avevano una vita sessuale più attiva prima dell’attacco cardiaco.

Dopo aver escluso altri fattori che potessero influenzare i dati, i ricercatori hanno potuto osservare come i pazienti che avevano parlato con i medici riguardo al riprendere la loro attività sessuale risultavano avere una probabilità più alta di avere rapporti sessuali nel corso dell’anno successivo.

Questi i risultati, considerando che meno della metà degli uomini, il 40%, ed appena il 20% delle donne avevano avuto un colloquio in merito all’attività sessuale nell’anno successivo all’attacco di cuore.

Ad un anno di distanza tra gli uomini risultava che più di due terzi degli uomini e circa il 40% delle donne avevano ripreso l’attività sessuale, ma, tra questi, il 30% delle donne ed il 40% degli uomini che non ne avevano parlato con il medico l’avevano sensibilmente ridotta.

La maggior parte dei pazienti colpiti da attacco cardiaco sono sessualmente attivi, ma spesso non discutono di questo aspetto con il proprio medico e perciò tendono a ridurre la propria attività sessuale.

Eppure, ribadiscono i ricercatori, fare sesso è salutare, al pari di altre attività fisiche, e le probabilità di morire a causa di questo sono estremamente basse.

Un motivo di riflessione per i medici, che dovrebbero stimolare i pazienti a parlarne, invece che mantenere paure ingiustificate o peggio ancora rinunciare al sesso.

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