Una mente attiva ritarda l’insorgere della demenza senile

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Un nuovo studio condotto su anziani abitanti del Bronx, un quartiere di New York, ha rilevato che un cervello attivo tiene lontani i sintomi della demenza senile.
I ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, hanno evidenziato nella loro ricerca, pubblicata su Neurology, che ogni giorno in una settimana che una persona dedica ad attività stimolanti per la mente ritarda l’insorgere di fenomeni di demenza di circa due mesi.
Se si era già precedentemente dimostrato che le persone con livelli di istruzione più elevati ritardavano i segni della demenza, con questo studio si è infine appurato che, più che l’istruzione di per se, è l’attività cognitiva che influisce su questo meccanismo.

Sintomi gastroenterite virale

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La gastroenterite virale è, come le altre gastroenteriti una forma di infiammazione che colpisce lo stomaco e l’intestino. Questa infezione è causata da una serie di virus, ed in taluni casi vene definita come “influenza intestinale” anche se non ha niente a che vedere con il virus dell’influenza.
Sono molti i ceppi virali che possono causare le gastroenteriti, tra questi i rotavirus, i norovirus, gli adenovirus, i sapovirus e gli astrovirus.

Un collirio con fattore di crescita neuronale può curare il glaucoma

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Il glaucoma, una delle principali cause di cecità nel mondo, è causato dalla pressione intraoculare che raggiunge livelli così elevati da danneggiare le cellule del nervo ottico.
L’aumento della pressione intraoculare può essere controllato mediante diverse tecniche, ma una volta che la pressione ha cominciato a danneggiare le cellule del nervo ottico, le cellule ganglio retiniche, è impossibile recuperarne la funzione, e spesso le persone con glaucoma non si rivolgono ai medici se non quando il danno al nervo ottico è già in una fase avanzata.

Piattole

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Piattola è il nome volgare dato ad un parassita dell’uomo, il pidocchio del pube.
Al pari del pidocchio del cuoio capelluto da cui differisce però ampiamente per la forma, il piccolo insetto, non più grande di 2 millimetri si ciba di sangue umano che si procura inserendosi con la testa nel follicolo pilifero. La presenza delle piattole solitamente è avvertita dal prurito provocato dall’insetto che, succhiando il sangue, secerne con la saliva una sostanza anticoagulante responsabile della sensazione di prurito. Un sintomo secondario sono le lesioni al tessuto della pelle provocate dal grattarsi, che possono veicolare ulteriori infezioni batteriche.

Lo stress sociale come fattore scatenante di obesità ed arteriosclerosi

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Un nuovo studio svolto da un equipe di ricercatori della Wake Forest University School of Medicine dimostra che lo stress sociale potrebbe essere un importante precursore di malattie cardiache perchè provoca il deposito di quantità di grassi nella cavità addominale, accelerando l’accumulo di placche nei vasi sanguigni, che provocano malattie coronariche ed infarti.
I risultati potrebbero suggerire perchè, soprattutto nell’occidente industrializzato, obesità e malattie cardiache hanno una così alta diffusione.

Sintomi gotta

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I sintomi della gotta possono essere suddivisi in 4 distinte fasi che corrispondono allo sviluppo del disturbo:
La fase asintomatica è quella iniziale, durante la quale nella persona affetta da iperuricemia inizia l’accumulo di cristalli di urato intorno a tendini ed articolazioni. Sebbene non si avvertano sintomi, questa è una fase importante perchè inizia l’effetto dannoso del deposito.
La fase acuta si verifica quando l’accumulo dei cristalli provoca un’infiammazione. Di riflesso ciò provoca dolore, arrossamento, gonfiore, e vampate di calore che possono durare giorni o addirittura settimane.

Una foma di epilessia bloccata nei topi

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Un equipe di ricercatori è riuscita a bloccare, nei topi da laboratorio, la trasmissione genetica di una forma di epilessia causata da un difetto ad un particolare gene.
Il gene in questione, Atp1a3, ha il ruolo di regolare i livelli di sostanze come sodio e potassio nelle cellule cerebrali.
Proprio lo squilibrio dei livelli di queste sostanze nel cervello è stato identificato, da lungo tempo ormai, come una dei fattori che possono causare alcuni casi di epilessia.
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