Piattole

di Luca Bruno

Piattola è il nome volgare dato ad un parassita dell'uomo, il pidocchio del pube. Al pari del pidocchio del cuoio capelluto da cui differisce però ampiamente per la forma, il piccolo insetto, non più grande di 2 millimetri si ciba del sangue umano che si procura inserendosi con la testa nel follicolo pilifero.

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Piattola è il nome volgare dato ad un parassita dell’uomo, il pidocchio del pube.
Al pari del pidocchio del cuoio capelluto da cui differisce però ampiamente per la forma, il piccolo insetto, non più grande di 2 millimetri si ciba di sangue umano che si procura inserendosi con la testa nel follicolo pilifero. La presenza delle piattole solitamente è avvertita dal prurito provocato dall’insetto che, succhiando il sangue, secerne con la saliva una sostanza anticoagulante responsabile della sensazione di prurito. Un sintomo secondario sono le lesioni al tessuto della pelle provocate dal grattarsi, che possono veicolare ulteriori infezioni batteriche.

E’ un parassita molto comune e con una grande diffusione. Generalmente si trasmette da una persona ad un’altra per contatto diretto durante i rapporti sessuali, ma può anche diffondersi, sempre per contatto diretto, attraverso lenzuola e vestiti infestati, oppure in ambienti igienicamente poco puliti.

L’insetto si insedia principalmente nell’area genitale, tra i peli pubici ma può anche diffondersi in altre parti del corpo, come i peli del petto o delle ascelle.

La femmina depone, nell’arco di una settimana circa una cinquantina di uova, ed una settimana è anche il tempo che occorre alle uova, lendini, per schiudersi.

La forma larvale dell’insetto dura anch’essa una settimana, ed è già molto attiva nell’attività di succhiare il sangue. Raggiunta la forma adulta la piattola vive per due settimane durante le quali si riproduce e depone nuove uova.

Date le loro ridotte dimensioni può essere difficile localizzare le piattole ad occhio nudo, ma una normale lente ad ingrandimento permette di scoprire l’infestazione, sia dell’animale adulto sia delle uova, grandi circa un millimetro e di forma ovale allungata, solitamente attaccate alla radice del pelo pubico.

L’infestazione è facilmente risolvibile anche in una sola applicazione di prodotti specifici presenti in farmacia, in forma di sapone o schiuma, ma non bisogna tralasciare un’accurata pulizia anche nell’ambiante dove queste potrebbero essersi diffuse, come lenzuola ed indumenti intimi.

Commenti (1)

  1. buonasera senti vorrei sapere se le piattole si attaccano al cuoi capelluto anche se è ricoperto di psoriasi(croste)

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