Essere turbolenti da adolescenti pregiudica le aspettative di vita

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Una storia turbolenta da giovani ed adolescenti aumenta il rischio di morte prematura o di avere problemi di salute una volta diventati adulti, già a partire dalla soglia dei 48 ani di età.
Sono i risultati a cui è giunto un recente studio di ricercatori britannici, che hanno seguito un campione di 411 ragazzi che nel 1961 avevano tra gli 8 ed i 9 anni.
Nel gruppo di coloro che a 10 anni manifestavano una serie di comportamenti anti-sociali, tra i quali la tendenza a non frequentare la scuola o avere rapporti conflittuali con i coetanei, e che all’età di 18 anni hanno avuto i primi problemi con la legge il 16,3%, ovvero circa un sesto, all’età di 48 anni risultavano essere deceduti o avere grossi problemi di salute ed un grado più alto di disabilità.

Vitamina D e linfoma

macrofagi

Nei pazienti con un tipo di linfoma, il linfoma a grandi cellule B diffuse, i livelli di vitamina D presenti nell’organismo sembrano essere strettamente collegati alla progressione del tumore ed alle probabilità di sopravvivenza.
I ricercatori della Mayo Clinic, uno dei più importanti centri di ricerca statunitensi, hanno scoperto questo legame molto evidente studiando 374 pazienti cui era stato in precedenza diagnosticato questo tipo di linfoma.

Il cuore cambia il suo movimento a seconda di età e sesso

HEART

Il cuore umano, nel suo intenso lavorio di pompaggio del sangue, si torce e si muove in continuazione, e questi movimenti, secondo una recente ricerca pubblicata su Circulation: Cardiovascular Imaging, differiscono a secondo dell’età e del sesso.
I ricercatori dell’University Hospital Freiburg hanno descritto i differenti movimenti del cuore in 29 donne e 29 uomini sani di diverse fasce d’età dai 20 ai 60 anni, utilizzando una tecnologia avanzata di imaging a risonanza magnetica.

Diete iperproteiche efficaci per il peso ma nocive per la circolazione

bistecca

Nuove ricerche scientifiche hanno dimostrato che una dieta ricca di grassi e ad alto contenuto calorico, insieme ad un basso contenuto di carboidrati, diventata in questi ultimi anni popolare con il nome di dieta Atkins, non è assolutamente più efficace di una tradizionale dieta povera di grassi e ricca di carboidrati.
Non solo, ma secondo lo studio realizzato da ricercatori del Royal Victoria Hospital di Belfast, e reso pubblico in occasione di due importanti appuntamenti britannici ed internazionali sui problemi legati alla salute, la National Obesity Week e la Giornata Mondiale del Diabete, la dieta in questione sembra aumentare sensibilmente il rischio di malattie cardiovascolari.

OMS: fumo passivo, una sfida ancora da vincere

sigaretta

Nella seconda relazione generale sul tabacco, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che il 95% della popolazione mondiale non è protetto dalle leggi contro il fumo.
L’agenzia internazionale afferma che ancora oggi il fumo passivo è responsabile di almeno 600.000 morti all’anno, ed ha anche riconfermato che il tabacco è ancora la prima causa di morte che si potrebbe evitare grazie alla prevenzione, con cifre superiori ai 5 milioni di vittime l’anno.

Rimedi naturali contro la bronchite

zenzero

Una delle cause più comuni dell’insorgere della bronchite è sicuramente il fumo, che irrita i bronchi e riduce la loro resistenza ai germi provenienti dall’esterno. La bronchite è anche un sintomo causato da determinati ambienti inquinanti, da particolari lavori, dall’uso di sostanze stupefacenti ed alcool e talvolta è anche provocata da fattori ereditari.
I cambi di stagione possono inoltre influire sui bronchi, mettendone a rischio la salute.
Oltre ad un approccio preventivo, quale lo smettere di fumare ed evitare luoghi e stili di vita a rischio, la bronchite può anche trattata con una serie di rimedi naturali:

Da sovrappeso e obesità si predicono malattie cardiache

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Dalla misurazione dell’indice di massa corporea e del girovita delle persone in sovrappeso si può, secondo una recente ricerca di scienziati olandesi, prevedere con una certa precisione il rischio di malattie cardiache.

Uno studio ad ampio raggio, quello condotto dall’equipe di ricercatori della Heart Foundation olandese, e pubblicato su European Journal of Cardiovascular Prevention and Rehabilitation, che ha preso in considerazione un cospicuo campione di popolazione, 20.500 tra uomini e donne, cui, dal 1993 al 1997 sono stati registrati sia l’indice di massa corporea che il girovita.

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