Tumori: a buon punto la sperimentazione di un vaccino contro i linfomi

di Luca Bruno

Secondo i dati di due recenti studi clinici si può stimolare il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali.

vaccino

Grandi passi avanti nell’individuazione di vaccini contro lo sviluppo dei tumori, un campo questo che finora non aveva ancora dato grandi risultati, ma che se un giorno dovesse averli rappresenterebbe una rivoluzione copernicana nel trattamento dei tumori.

Secondo i dati di due recenti studi clinici si può stimolare il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali, ed i benefici di ciò sono stati provati su una serie di pazienti affetti da linfoma e melanoma ad uno stadio avanzato, tumori particolarmente insidiosi e mortali per cui fino ad oggi non sono state trovati trattamenti efficaci.

Il vaccino contro il linfoma, sperimentato su alcuni pazienti è risultato efficace nell’allungare i tempi di remissione di un anno, e quindi tra poco negli Stati Uniti riceverà l’autorizzazione da parte dell’organismo di controllo, la Food and Drug Administration, mentre il vaccino contro il melanoma per ora ha dato risultati più modesti, e necessita quindi di ulteriori studi e ricerche.

Il vantaggio dei vaccini rispetto ad altri trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia è evidente, ci sono meno effetti collaterali, e le cellule che vengono colpite dal sistema immunitario del nostro corpo sarebbero solo quelle tumorali.
Il vaccino per il melanoma per esempio, consiste nell’introdurre nell’organismo un composto sintetico che imita una proteina che si trova sulla superficie delle cellule del melanoma. Ciò farebbe si che il sistema immunitario, di fronte alla una presenza esterna reagisca contro questa proteina indirizzandosi anche a colpire le cellule tumorali che presentano la stessa.

Lo studio di circa 180 pazienti ha rivelato che il vaccino, associato con l’interleuchina-2, ha ridotto del 22% i tumori in coloro il cui melanoma si era già esteso in altri organi, mentre il solo trattamento standard, con interluchina 2, finora aveva dato risultati molto più modesti, del 10% circa.
Il vaccino contro il linfoma ha dato risultati decisamente più soddisfacenti.

Somministrato dopo sei mesi dal trattamento chemioterapico, è risultato efficace nel ritardare la ricomparsa del linfoma a distanza di anni, cosa che normalmente accade nei pazienti trattati con la sola chemioterapia.

Lo studio è consistito nel somministrare il vaccino a 76 pazienti, ed in parallelo somministrare un placebo ad altri 41 pazienti. I risultati dello studio, durato 5 anni hanno permesso così di scoprire che nel primo gruppo di pazienti la media di insorgenza di nuove forme tumorali avveniva dopo 44 mesi, mentre i pazienti trattati con placebo sono risultati colpiti dal male appena 31 mesi dopo.

Precedenti sperimentazioni non avevano dato risultati così efficaci, ed uno dei motivi, secondo i ricercatori, è che in passato il vaccino era stato somministrato a pazienti già sottoposti a più trattamenti chemioterapici, e quindi con un sistema immunitario che poteva essere già seriamente compromesso.

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