Riparare il tessuto fetale con un collante ispirato dai molluschi

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La ricerca di biomateriali da usare in medicina è un settore in crescita e, dai risultati che ottiene, sembra essere molto promettente. L’ultima ricerca di cui si è a conoscenza riguarda la sperimentazione eseguita da un’equipe di ricercatori di ingegneria biomedica presso il Northwestern’s McCormick School of Engineering and Applied Science statunitense.
Lo studio, pubblicato su American Journal of Obstetrics & Gynecology riguardava l’esplorazione di un collante biocompatibile in grado di riparare le lacerazioni ed i buchi nella membrana fetale.

Tecnologia genetica per tracciare l’evoluzione dei batteri

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Una nuova tecnologia ha permesso per la prima volta, di seguire lo sviluppo dei batteri dello stafilococco aureo meticillina-resistente (MRSA l’acronimo inglese), un batterio particolarmente pericoloso, e che in questi ultimi anni ha registrato una diffusione notevole. Il batterio è diventato di recente una seria fonte di preoccupazione per medici e scienziati perchè ha dimostrato, nel corso degli ultimi 40 anni, di sviluppare resistenza agli antibiotici, rivelandosi così di fatto un ospite pericoloso per l’organismo umano.
Attualmente l’infezione da MRSA, si tratta con un antibiotico, vancomicina, che riesce ad eliminare il batterio incide anche pesantemente sulla popolazione batterica intestinale: a preoccupazione dei medici riguarda il fatto che, vista la grande capacità di mutare che possiede il batterio esso possa imparare a resistere anche alla vancomicina.

Valutare i livelli di colesterolo già da giovani

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Chi pensa che le malattie cardiache ed i problemi di colesterolo siano un affare della mezza età si sbaglia. Almeno secondo le recenti raccomandazioni degli esperti, come quelle espresse dal Dott. Anand Rohatgi, un cardiologo del programma di prevenzione in cardiologia presso l’UT Southwestern Medical Center.
Secondo il ricercatore, ed è anche il parere di altri esperti, uno screening del colesterolo, un indicatore chiave nello sviluppo di malattie cardiache, dovrebbe iniziare già ai 20 anni di età, e dovrebbe essere rivisto almeno una volta ogni 5 anni.

Meridia non adatta alle persone con problemi cardiaci

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Food and Drug Administration, il massimo organo di controllo nazionale statunitense sui prodotti farmaceutici ed alimentari ha recentemente dichiarato che Meridia, una pillola commercializzata per la perdita di peso, non non deve essere utilizzata da persone con problemi cardiaci, perchè può aumentare il rischio di infarto ed ictus.
La stessa agenzia ha dichiarato che l’azienda produttrice del farmaco, la Abbott Laboratories, è già stata avvisata di aggiungere il nuovo avviso in merito sull’etichetta del prodotto e sui materiali informativi di accompagnamento.

Videogiochi sviluppano le facoltà cognitive negli anziani

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Una recente ricerca ha scoperto che i videogiochi possono essere di grande aiuto nelle persone anziane per sviluppare alcune abilità, come quelle della memoria e della reattività, della velocità di elaborazione e dell’orientamento nello spazio.
Lo studio, elaborato da ricercatori della facoltà di neuroscienze e psicologia presso l’University of Illinois at Urbana-Champaign ha preso in considerazione un gruppo di anziani che negli ultimi due anni non aveva mai giocato a videogiochi, la metà dei quali sono stati invitati a giocare a Rise of Nations, un noto e diffuso gioco di strategia in tempo reale, per un periodo di 24 ore in totale nell’arco di 8 settimane.

Smettere di fumare e probabilità di sopravvivenza con tumore diagnosticato precocemente

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Smettere di fumare dopo la diagnosi di tumore al polmone, se questo è in fase iniziale, può raddoppiare le probabilità che il paziente viva ancora almeno cinque anni.
Secondo Norman Edelman, responsabile medico dell’associazione statunitense American Lung Association, i dati sono molto interessanti e significativi. E del tutto inaspettati nella loro ampiezza.

I tumori al polmone scoperti in fase iniziale possono avere un tasso di guarigione compreso tra il 50 ed il 60%, il problema è che non oltre il 20% delle volte questo viene diagnosticato allo stadio precoce.

Vitamina D riduce il rischio di tumore al colon

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Elevati livelli di vitamina D nel sangue sembrano essere legati a un minor rischio di tumore al colon-retto. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su BMJ, anche se per ora non si sa ancora chiaramente se assumendo in maniera elevata la vitamina si può scongiurare il rischio di contrarre il male.

Malgrado ciò i risultati sono sicuramente interessanti, visto che i ricercatori hanno evidenziato come le persone con alti livelli di vitamina D nel sangue avevano un rischio di tumore al colon ridotto di circa il 40%.

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