Riparare il tessuto fetale con un collante ispirato dai molluschi

di Luca Bruno

Per scoprire un collante naturale ed efficace i ricercatori si sono ispirati al mondo dei molluschi, in particolare delle cozze.

cozze

La ricerca di biomateriali da usare in medicina è un settore in crescita e, dai risultati che ottiene, sembra essere molto promettente. L’ultima ricerca di cui si è a conoscenza riguarda la sperimentazione eseguita da un’equipe di ricercatori di ingegneria biomedica presso il Northwestern’s McCormick School of Engineering and Applied Science statunitense.
Lo studio, pubblicato su American Journal of Obstetrics & Gynecology riguardava l’esplorazione di un collante biocompatibile in grado di riparare le lacerazioni ed i buchi nella membrana fetale.

Questi, che si possono verificare a seguito di un intervento chirurgico o che si possono verificare in modo spontaneo, solitamente si riparano da soli, ma, quando ciò non accade possono portare alla perdita del liquido amniotico ed a problemi come il parto prematuro o l’interruzione della gravidanza. E fino ad oggi non esiste una procedura che possa permetterne la riparazione in maniera efficace.

Per scoprire un collante naturale ed efficace i ricercatori si sono ispirati al mondo dei molluschi, in particolare delle cozze, di cui è nota la capacità di sviluppare un collante che permette loro di ancorarsi solidamente al supporto sottomarino in cui cresce la colonia.

Studiando il sistema usato da questi animali i ricercatori hanno verificato che la cozza produce una proteina dall’alto potere adesivo, denominata DOPA (dihydroxyphenylalanine).

Replicata in laboratorio la proteina, i ricercatori l’hanno testata su alcuni buchi apportati su tessuto fetale umano conservato in vitro, insieme ad una serie di altri prodotti collanti prodotti dall’industria farmaceutica.

Il collante ispirato dalle cozze è risultato essere il migliore tra i prodotti testati sia in termini di compatibilità che di tossicità, capace di trasformarsi in 10 – 20 secondi, grazie ad un componente catalizzatore in un gel dall’alto potere adesivo in grado di riparare piccole aperture presenti nel tessuto.

I prossimi impegni dell’equipe saranno quelli di studiare le caratteristiche meccaniche del gel, e di sperimentarne l’efficacia su tessuti fetali negli animali.

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