Scoperto il meccanismo difensivo dei batteri all’azione dell’antibiotico

di Luca Bruno

La resistenza agli antibiotici da parte di molti batteri è da qualche anno un problema serio. Ricercatori e scienziati stanno verificando con preoccupazione che sono sempre di più i ceppi batterici che sono in grado di creare delle barriere all'efficacia dell'azione dell'antibiotico.

pillole

La resistenza agli antibiotici da parte di molti batteri è da qualche anno un problema serio. Ricercatori e scienziati stanno verificando con preoccupazione che sono sempre di più i ceppi batterici che sono in grado di creare delle barriere all’efficacia dell’azione dell’antibiotico. Lo Staphylococcus Aureus resistente alla meticillina (MRSA), è tra quelli che desta maggiori preoccupazioni per il potenziale dannoso sulla salute dell’uomo.
E’ per questo motivo che diversi studi e ricerche hanno puntato la loro attenzione sui meccanismi che rendono possibile al batterio di adottare una strategia di difesa così efficace da invalidare la terapia farmacologica.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Science e realizzato da un’equipe scientifica della New York University sembra aver scoperto quale potrebbe essere il meccanismo di difesa dei batteri, e quale potrebbe essere la strategia migliore per combatterlo.

I batteri, di fronte ad un attacco di antibiotico, attivano un enzima che inizia a produrre monossido di azoto, una piccola molecola che permette al batterio di alleviare i danni provocati dall’antibiotico e di neutralizzare molti degli agenti nocivi alla sua sopravvivenza.

Eliminando il monossido di azoto, i ricercatori hanno scoperto che il batterio ritorna ad essere vulnerabile all’azione dell’antibiotico, persino se questo è somministrato in dosi ridotte.

Tale scoperta potrebbe essere di grande aiuto nello stimolare una svolta paradigmatica nello studio dei farmaci antibiotici. Invece di cercare di inventarne di sempre nuovi infatti, sarebbe sufficiente individuare quale meccanismo potrebbe inibire nel batterio l’attivazione dell’enzima e quindi la produzione di monossido di azoto.

In tal modo si avrebbe un duplice vantaggio, da un lato infatti si potrebbero utilizzare con miglior efficacia gli antibiotici già conosciuti, e dall’altro lato, impedendo al batterio di costituire una difesa all’azione tossica del farmaco, li si potrebbe impiegare in dosi maggiormente ridotte, un ottimo vantaggio per la salute del nostro organismo.

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