Aspetti positivi per lo sviluppo nei videogiochi

di Luca Bruno

Un recente studio ha evidenziato che i videogames hanno anche interessanti aspetti positivi, soprattutto nello sviluppo di alcune capacità mentali, cognitive e di reazione.

playstation

I videogiochi sono stati spesso accusati di essere i responsabili della violenza tra i giovani, ed anche di promuovere comportamenti poco sani, come per esempio alimentare la tendenza all’obesità tra i bambini a causa del mancato esercizio fisico, ma un recente studio ha evidenziato che i videogames hanno anche interessanti aspetti positivi, soprattutto nello sviluppo di alcune capacità mentali, cognitive e di reazione.
Lo sostengono i ricercatori del Wheaton College, un’istituzione di ricerca statunitense, in Massachusetts, che hanno coinvolto 20 studenti nella ricerca.

In una prima fase i giovani sono stati invitati a risolvere un compito, dopo il quale hanno giocato a videogames d’azione oppure impostati sulla risoluzione di puzzle e quesiti. In seguito hanno ripetuto il compito iniziale. I ricercatori hanno confrontato i differenti dati espressi tra le due prove.

I risultati sono stati che partecipare ad un videogioco che richiede un impiego molto veloce di attenzione visiva e capacità di reazione può promuovere rapidità e risposte pronte agli stimoli, mentre giochi dedicati alla risoluzione di puzzle e problemi complessi potrebbe intensificare la capacità di riflessione e ragionamento.

Non è la prima volta che studi scientifici hanno appurato tale associazione tra videogiochi e determinate facoltà intellettive, come per esempio una recente ricerca realizzata dall’Università di Rochester a New York, che ha dimostrato come i giocatori di videogiochi avessero una maggior coordinazione occhio-mano, una maggior capacità di elaborazione visuale, ed una maggior memoria visivo-spaziale.

Dunque aspetti positivi nei videogiochi ci sono, e rilevabili anche dopo una singola sessione di gioco.
Semmai, concludono gli autori, un problema dei videogiochi è nel loro essere progettati e realizzati dall’industria dell’intrattenimento, che più che allo sviluppo psico-fisico puntano al fatto che l’attenzione del giocatore sia catturata per il tempo più lungo possibile, senza tener conto tanto di come il gioco possa poi influire sulle abilità mentali del giocatore da un punto di vista educativo, creativo o di sviluppo.

Un tentativo in questo senso viene fatto da parte di alcune aziende, con la progettazione di giochi incentrati sullo sviluppo di determinate abilità, ma si tratta ancora di una nicchia di mercato, che per ora non risulta essere così attraente come lo sono i videogiochi altamente spettacolari che attualmente godono di un indiscusso successo e della preferenza dei più.

Un aspetto comunque da tenere in considerazione, affermano commentando lo studio i ricercatori del Beckman Institute presso l’University of Illinois è che se anche i videogiochi possono aiutare a promuovere determinate competenze, in ogni caso non dovrebbero essere sostituti di altre attività indispensabili per lo sviluppo, come l’esercizio fisico e l’interazione sociale.

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