Internet e depressione

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Secondo alcuni psicologi britannici c’è un legame tra l’uso compulsivo e pesante di Internet e la depressione.
Un recente studio in merito è stato di recente pubblicato sulla rivista Psychopathology, che illustra i risultati du un corposo questionario online, somministrato a 1319 persone, e che ha evidenziato che l’1,2% delle persone avevano verso Internet un atteggiamento compulsivo, e che di questi molti apparivano anche con chiari sintomi di depressione.

Il team dell’Università di Leeds che ha condotto la ricerca ha sottolineato tuttavia come non si possa ad oggi comprendere se l’uno sia causato dall’altro o viceversa. In generale, hanno notato, gli utilizzatori di Internet non presentano problemi di salute mentale.

I neuroni sopprimono nel cervello informazioni inessenziali

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Una sorta di “termostato” neurale aiuta a mantenere le funzioni cerebrali in stato di efficienza.
Lo sostengono i ricercatori della Yale University, che hanno verificato come fa il cervello a funzionare al meglio delle sue possibilità pur essendo sottoposto ad un vero e proprio diluvio di informazioni.
Lo studio è stato pubblicato di recente sulla rivista Neuron, ed è stato realizzato studiando il cervello di animali durante la visione di film contenenti scene di natura. I ricercatori hanno osservato che nel cervello sono presenti neuroni che svolgono un’azione inibitoria, che permette così al cervello di risparmiare energie mantenendo ed elaborando solo le informazioni visive essenziali.

Esercizio fisico in gravidanza non influisce sul momento del parto

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Un moderato esercizio fisico fa bene alle donne in gravidanza, ed una recente ricerca ha anche evidenziato come questo non provochi alterazioni nel naturale svolgimento del modo in cui partoriranno.
E’ quanto hanno appurato i ricercatori della Universidad Politecnica de Madrid in Spagna, che hanno espresso le loro osservazioni sulla rivista American Journal of Obstetrics and Gynecology. Mancava, secondo i ricercatori spagnoli, un filone di ricerca che appurasse se l’esercizio fisico nelle donne in gravidanza potesse esercitare un’influenza nel momento del parto vero e proprio.
I ricercatori hanno così esaminato un gruppo di donne giunte alla metà del periodo di gravidanza.
Tutte le donne sottoposte al monitoraggio in precedenza avevano bassi livelli di attività fisica: meno di 20 minuti nell’arco di tre giorni.

Meno rischio di tubercolosi tra i pazienti sieropositivi vaccinati

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L’infezione polmonare è la più comune causa di morte tra i pazienti affetti da HIV nel continente africano, un problema che ha spinto i ricercatori di tutto il mondo ad analizzare gli effetti dei trattamenti terapeutici sulla popolazione affetta dal virus, alla ricerca di una strategia efficace nel combattere le infezioni che colpiscono i malati di AIDS.

Journal AIDS ha pubblicato in questo senso una ricerca svolta da scienziati della Dartmouth Medical School di recente in Tanzania, che sembra aver scoperto che il vaccino antitubercolare nei pazienti con HIV permette agli ammalati di evitare la pericolosa infezione polmonare.

Ormone dello stress favorisce la dipendenza da alcool

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Un ormone dello stress sarebbe responsabile dell’alcolismo, almeno negli animali, come ha recentemente ssostenuto un’equipe di ricercatori dello Scripp Research Institute grazie ad una ricerca prossimamente pubblicata su Biological Psychiatry.
Una ricerca che potrebbe fornire in futuro spunti di sviluppo per strategie terapeutiche per coloro che soffrono di dipendenza.
La ricerca si rivela essere un importante passo in avanti nella comprensione di come cambia il cervello da una condizione normale ad una di dipendenza alcoolica.

Bill Gates stanzia 10 miliardi di dollari per i vaccini

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Bill Gates e sua moglie Melinda hanno recentemente dichiarato, in occasione del World Economic Forum di Davos, che nel prossimo decennio raddoppieranno i finanziamenti che la fondazione da loro presieduta, la Bill & Melinda Gates Foundation, investe nella ricerca medica, ed in particolare nella produzione di vaccini destinati ai paesi poveri e in via di sviluppo.
Tale flusso di denaro potrebbe, secondo le stime del magnate americano, salvare la vita ad 8 milioni di bambini entro il 2020, e si augura che questa sua iniziativa sia di esempio per altri enti di beneficenza e paesi donatori.
I vaccini, ha dichiarato Bill Gates, sono un successo della medicina, ed il costo di questi è relativamente piccolo rispetto ai benefici che possono portare se confrontato con altri tipi di intervento sanitario.

Serie di sintomi per predire il tumore alle ovaie

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Ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle hanno verificato che le donne che hanno un tumore alle ovaie sono più di frequente colpite da una serie di sintomi, tra i quali dolore addominale, gonfiore, pesantezza dopo aver mangiato ed urgenza nell’urinare. Soprattutto se questi sintomi occorrono in maniera repentina ed improvvisa.
I ricercatori hanno rilevato che nella popolazione generale, su 100 donne che presentano questi sintomi, ad una sola viene diagnosticato un carcinoma ovarico.
Lo studio, che appare sulla rivista Journal of National Cancer Institute, ha coinvolto un campione di 812 donne, dai 35 anni ai 74 anni di età, cui era stato diagnosticato il tumore ovarico epiteliale, il tipo più comune di cancro alle ovaie, le cui risposte ai questionari sono state messe a confronto con quelle fornite da 1313 donne sane.
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