Bill Gates stanzia 10 miliardi di dollari per i vaccini

di Luca Bruno

Bill Gates e sua moglie hanno recentemente dichiarato, in occasione del World Economic Forum di Davos, che nel prossimo decennio raddoppieranno i finanziamenti che la fondazione da loro presieduta investe nella ricerca medica.

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Bill Gates e sua moglie Melinda hanno recentemente dichiarato, in occasione del World Economic Forum di Davos, che nel prossimo decennio raddoppieranno i finanziamenti che la fondazione da loro presieduta, la Bill & Melinda Gates Foundation, investe nella ricerca medica, ed in particolare nella produzione di vaccini destinati ai paesi poveri e in via di sviluppo.
Tale flusso di denaro potrebbe, secondo le stime del magnate americano, salvare la vita ad 8 milioni di bambini entro il 2020, e si augura che questa sua iniziativa sia di esempio per altri enti di beneficenza e paesi donatori.
I vaccini, ha dichiarato Bill Gates, sono un successo della medicina, ed il costo di questi è relativamente piccolo rispetto ai benefici che possono portare se confrontato con altri tipi di intervento sanitario.

Il calcolo sulle vite che verrebbero salvate grazie al finanziamento versato da Bill Gates è stato realizzato grazie ad un modello informatico, realizzato, per conto della fondazione, da specialisti della sanità pubblica della Johns Hopkins University.

Una previsione ottimistica per alcune malattie, che potrebbe effettivamente essere realizzata, mentre per altri mali i risultati del modello teorico offrono una visione più pessimistica.

Tra quelle che potrebbero beneficiarne la lotta al morbillo, alla difterite, alla pertosse ed alla poliomielite: 134 milioni di bambini nascono ogni anno, ed attualmente quasi l’80% sono vaccinati, Bill Gates si augura che alla fine del decennio la percentuale salga fino al 90%.

Anche i vaccini contro rotavirus e pneumococco, principali cause di morte per i bambini malnutriti,
potrebbero raggiungere l’80% di popolazione infantile vaccinata entro il 2020.

Il modello analizza anche il caso della malaria, per la quale un vaccino, per ora ancora in fase di test, potrebbe essere disponibile nel 2014.

Proiezioni pessimistiche invece appaiono quelle sul fronte della lotta all’AIDS ed alla tubercolosi per cui le autorità sanitarie sottolineano che è ancora lunga la strada da percorrere per la realizzazione di vaccini: la ricerca per lo sviluppo di questi è stata, negli scorsi anni, molto lenta.

Fonte NewYorkTimes

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