Gli italiani hanno paura di ammalarsi ma non cambiano lo stile di vita

di Elena Botta

Siamo un paese di ipocondriaci ma non facciamo niente per affrontare la paura di una malattia per pigrizia

obesita

Siamo un paese di ipocondriaci ma non facciamo niente per affrontare la paura di una malattia per pigrizia.
Questo è quello che si evince da una ricerca effettuata dalla Bupa Health Pulse 2010 realizzata dalla London School of Economics, commisionata dalla compagnia assicurativa sanitaria Bupa Health.
Circa la metà degli italiani dichiara di fare almeno un’ora di attività sportiva alla settimana (che cala però nel periodo invernale, anche se i dottori dicono che sia molto salutare fare ginnastica all’aperto in inverno), una percentuale molto elevata invece dichiara di bere alcolici tutti i giorni (abbinata soprattutto ad una alimentazione scorretta derivata dagli happy hour che apportano grassi e calorie in eccesso) e un terzo della popolazione fuma.



Eppure la maggior parte delle persone intervistate dice di aver molta paura di contrarre malattie cardiovascolari come l’ictus ad esempio e di aver paura di contrarre un tumore ma nella realtà dei fatti non fanno nulla per prevenire la possibilità di ammalarsi gravemente.
La gente si preoccupa più di ammalarsi di cancro piuttosto che contrarre una malattia cardiovascolare che ha un incidenza più elevata nella nostra società a causa di abitudini errate e sedentarietà.
Il fatto è che la scusa che si adduce solitamente è la mancanza di tempo, quindi si giustificano pranzi al fast food o veloci e ricchi di grasso e la mancanza di attività fisica.
Basterebbe variare il proprio stile di vita per non dover aver più paura di ammalarsi, questo dicono i medici, ma per abitudine e pigrizia si tende a mantenere gli stessi comportamenti per tutta la vita o finchè non si riscontrano serie malattie cardiovascolari.

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