Alcuni consigli per ridurre il rischio di allergie da animali domestici

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Gli animali domestici possono essere i vostri migliori amici ma se in famiglia qualcuno soffre di allergie o asma, ecco che i migliori amici si possono trasformare nel peggior nemico.
Gli animali rilasciano infatti sia peli che minuscole scaglie di pelle morta che possono provocare attacchi di asma ed allergie in chi è sensibile agli allergeni.
Se il dottore quindi diagnostica in voi o nei vostri figli una forma allergica dovrete per forza rinunciare alla compagnia del vostro animale domestico.

Sintomi parotite

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La parotite comunemente chiamata “orecchioni“, è un’infezione virale contagiosa causata dal virus Paramixovirus parotitidis che può provocare gonfiore doloroso delle ghiandole salivari. In particolare sono colpite le ghiandole parotidi che si trovano tra l’orecchio e la mascella. In un caso su tre le persone affette da parotite non avranno gonfiori alle ghiandole ma manifesteranno forme di infezione alle vie respiratorie superiori.
Il contagio avviene attraverso la diffusione nell’ambiente di particelle di vapore acqueo e goccioline da parte della persona infetta, quando questa tossisce o starnutisce. Il contatto con il irus avviene anche nel caso si entri in contatto con alimenti o superfici contagiate.

Dolori ai piedi sovente causati da scarpe inadatte

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Quasi quattro donne su dieci comprano scarpe sapendo che non sono adatte al loro piede, ed il 17% degli uomini indossa scarpe alla moda anche se scomode.
Non è un allarme, ma la preoccupazione di specialisti inglesi della Society of Chiropodists and Podiatrists che hanno effettuato un sondaggio su un campione di 2000 persone, punta il dito su un costume, quello di indossare scarpe scomode, che alla lunga può provocare grandi problemi ai piedi.

Un virus associato al tumore alla prostata

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Un virus noto per causare tumori negli animali è stato per la prima volta individuato nelle cellule del tumore alla prostata dell’uomo. A scoprirlo i ricercatori dell‘University of Utah e della Medical School alla Columbia University, che hanno ritrovato il virus nel 27% di 200 malati di tumore alla prostata esaminati.
Il virus, identificato dalla sigla XMRV, e definito come gammaretrovirus, è associato allo sviluppo di una delle forme tumorali più aggressive, e la sua presenza, nella prostata non affetta da tumore, si riscontra solo nel 6% dei casi.

Sintomi rosolia

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Il virus della rosolia ( un rubivirus, della famiglia dei Togaviridae) si contrae attraverso la secrezione di minuscole goccioline che contengono il virus da parte dell’apparato respiratorio di una persona infetta, quando questa tossisce o starnutisce, o anche semplicemente quando parla. È possibile infettarsi anche semplicemente toccando una superficie contaminata o cibo e bevande contagiate e poi toccandosi gli occhi il naso o la bocca prima di aver lavato le mani.
Meno comunemente, il virus si può trasmettere attraverso il sangue infetto, per esempio venendo a contatto con ferite o ulcere.

Condotte di vita poco salutari influiscono sulle capacità cognitive da anziani

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Una condotta di vita non salutare è fortemente legata all’aumento di deficit cognitivi una volta diventati anziani.
Se precedenti ricerche avevano già evidenziato come comportamenti poco salutari come fumare o non svolgere attività fisiche e mantenere una dieta scarsa di apporti di frutta e verdura siano compromissori delle funzioni della memoria in età adulta e negli anziani, un nuovo studio, condotto da ricercatori francesi dell’ Hopital Paul Brousse di Villejuif in Francia hanno confermato tali risultati in un uovo studio pubblicato su American Journal of Epidemiology.

Caffeina e diete non salutari espongono al rischio di aritmie cardiache

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Le persone che bevono molto caffè, ma che non seguono una dieta mediterranea sono più a rischio di avere fibrillazione atriale, che si manifesta quando il cuore batte in maniera irregolare e scostante, provocando sintomi come fiato corto, senso di fatica, ed aumentando i rischi di ictus.
Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università degli Studi di Modena, si è basato su una serie di questionari, somministrati a pazienti cui era stato recentemente diagnosticata aritmia cardiaca, che riguardavano le loro abitudini alimentari compreso il consumo di caffeina.
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