Il fumo passivo provoca problemi anche al fegato

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Il fumo passivo, si sa, è responsabile di molti disturbi, tra i quali tumori, malattie cardiache, arteriosclerosi, polmonite, bronchite e asma. E’ per questo motivo che in molti paesi occidentali attualmente sono in vigore leggi che vietano di fumare in locali pubblici, dove alcune categorie, particolarmente a rischio, come bambini ed anziani, potrebbero essere esposti al fumo passivo.
Uno studio recente, pubblicato sul numero di settembre della rivista Journal of Hepatology, punta il dito sull’associazione tra il fumo passivo e un disturbo al fegato, su cui fino ad oggi erano stati compiute poche ricerche.

Sintomi steatosi epatica non alcolica

fegato

NAFLD o steatosi epatica non alcolica, definisce una condizione in cui all’interno del fegato si sviluppa un accumulo di grassi in eccesso, anche in persone che non bevono alcool.
La presenza di grassi nel fegato non è una condizione normale, tuttavia essa può anche non provocare problemi.
In alcuni casi invece, i grassi nelle cellule epatiche possono causare l’infiammazione delle cellule del fegato, e provocare fenomeni di cicatrizzazione, una condizione grave denominata steatopatite non-alcolica, che può provocare disturbi funzionali al fegato e cirrosi.

Adolescenti e giovani adulti ad alto rischio di mortalità nei paesi poveri

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In uno studio sui tassi di mortalità a livello mondiale, un gruppo di ricercatori del Royal Children’s Hospital di Melbourne, in Australia, hanno scoperto che il 97% dei decessi tra adolescenti e giovani adulti di età compresa tra i 10 ed i 24 anni si verificano nei paesi poveri o in via di sviluppo.
Questi dati, che compaiono su uno studio pubblicato recentemente sulla rivista The Lancet, sono interessanti soprattutto perchè rivelano che sebbene la maggior parte dell’attenzione e degli sforzi delle organizzazioni sanitarie internazionali si concentrino soprattutto sulla diffusione di HIV ed AIDS, in realtà il 40% dei decessi è invece causato da altri fattori, tra i quali le guerre, la violenza e gli incidenti.

Scoperto il meccanismo difensivo dei batteri all’azione dell’antibiotico

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La resistenza agli antibiotici da parte di molti batteri è da qualche anno un problema serio. Ricercatori e scienziati stanno verificando con preoccupazione che sono sempre di più i ceppi batterici che sono in grado di creare delle barriere all’efficacia dell’azione dell’antibiotico. Lo Staphylococcus Aureus resistente alla meticillina (MRSA), è tra quelli che desta maggiori preoccupazioni per il potenziale dannoso sulla salute dell’uomo.
E’ per questo motivo che diversi studi e ricerche hanno puntato la loro attenzione sui meccanismi che rendono possibile al batterio di adottare una strategia di difesa così efficace da invalidare la terapia farmacologica.

Dormire insieme è poco salutare?

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E’ sicuramente una ricerca curiosa ed originale, ma anche molto interessante, quella condotta da uno specialista del sonno britannico, il Dott. Neil Stanley. Secondo i suoi studi, le coppie che dormono insieme hanno maggiori possibilità di manifestare problemi riguardo al sonno.
Lo studioso, che in Inghilterra ha creato, all’Università del Surrey, un’importante laboratorio del sonno, e che per la sua ricerca ha preso in considerazione 40 coppie studiandone le dinamiche durante il sonno, sostiene che nel 50% dei casi queste hanno dimostrato di dormire male.
Dormire bene è oggi una delle problematiche su cui meno si punta l’attenzione di medici e scienziati, sebbene in realtà questo rappresenti uno dei fattori di salute più importanti.

Le allergie influiscono sul benessere sessuale

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Alcuni tipi di allergie possono influire sulla vita sessuale.
Era un campo finora rimasto inesplorato, la relazione tra allergie e benessere nella vita sessuale, ma grazie allo studio dei ricercatori statunitensi del Head and Neck Institute presso la Cleveland Clinic in Ohio oggi sappiamo che in effetti patire di allergie influisce sulla qualità della vita sessuale. Le percentuali?
Su un campione di 700 persone intervistate, comprese tra i 30 ed i 40 anni di età, e di cui la metà affetta da rinite allergica, il risultato è stato che il 17% di coloro che soffrono di allergie hanno dichiarato che questa ha un impatto negativo sulla vita sessuale.

Il virus dell’influenza suina penetra più in profondità nei polmoni

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Una nuova ricerca condotta da ricercatori britannici conferma recenti studi (come quello pubblicato ad opera di ricercatori della University of Maryland ed apparso questo mese sulla rivista PLoS Currents) che hanno appurato come il virus dell’influenza suina sia in grado di penetrare in maniera più profonda nei tessuti polmonari rispetto al normale virus dell’influenza stagionale.
Uno dei motivi per cui questo tipo di influenza risulta più grave e pericolosa per alcune persone dunque consisterebbe nel fatto che è in grado di colpire un maggior numero di cellule.
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