Fumare in gravidanza associato con sintomi psicotici nel bambino

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Una nuova ricerca pubblicata nel numero di ottobre del British Journal of Psychiatry, evidenzia un legame molto stretto tra il fumare durante la gravidanza e sintomi psicotici nel bambino.
Un gruppo di ricercatori britannici hanno analizzato i dati forniti da una ricerca a largo raggio, Avon Longitudinal Study of Parents and Children, soffermandosi su un campione di 6356 dodicenni.L’11% di questi (734), sottoposti ad accurate interviste, sono risultati aver avuto sospetti o reali sintomi di psicosi.
I ricercatori hanno osservato un effetto ‘dose-risposta’, nel senso che il rischio di sintomi psicotici è risultato più elevato nei bambini le cui madri fumavano di più durante la gravidanza.

Sintomi attacco di panico

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L’attacco di panico consiste in una improvvisa ed intensa sensazione di paura e di ansia che possono aumentare il battito cardiaco, far insorgere vertigini e venire il fiato corto.
Per alcune persone esso è così violento da far pensare di essere sul punto di morire o di subire un attacco di cuore.
L’organismo umano, in situazione di stress o di pericolo, si attiva attraverso l’aumento del battito cardiaco, la respirazione più intensa e rapida, ed una scarica di energia, ciò avviene analogamente nel caso degli attacchi di panico anche senza che apparentemente vi sia alcun pericolo o stress in arrivo.

Un amica magra che si abbuffa influisce sul nostro autocontrollo sul cibo

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Avere un’amica magra, capace di abbuffarsi di cibo e non prendere peso, può influenzare il nostro rapporto con il cibo indifferentemente dal nostro specifico metabolismo e dalle nostre esigenze alimentari.
Alcuni ricercatori della University of British Columbia a Kelowna in Canada, hanno condotto uno studio interessante, pubblicato su Journal of Consumer Research, proprio per esplorare quale sia l’influenza dell’ambiente sociale che ci circonda sulle nostre abitudini alimentari. In particolare i ricercatori hanno voluto osservare su un gruppo di studenti, la differenza nell’assumere cibi quando il compagno di studio o di gioco è magro oppure sovrappeso.

Le scarpe indossate influiscono sui disturbi e dolori al piede una volta anziani

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Nelle donne, le scarpe che si indossano da giovani hanno un importanza notevole, nella vecchiaia, sullo sviluppo di dolori e disturbi ai piedi. Lo hanno evidenziato ricercatori statunitensi della Boston University School of Public Health e dell’Aging Research Institute presso l’Hebrew SeniorLife, che hanno condotto uno studio di notevoli dimensioni, il Framingham Study Foot, tra il 2002 e il 2008.
Gli autori della ricerca, pubblicata nel numero di ottobre della rivista Arthritis Care & Research, hanno analizzato i dati forniti da 1900 donne e 1472 uomini sottoposti ad un severo questionario sull’insorgenza di disturbi agli arti inferiori, come dolori e rigidità, in uno o entrambi i piedi, che hanno anche fornito indicazioni sulle calzature utilizzate in passato ed attualmente.

Sintomi ansia

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Sentirsi preoccupati o nervosi è una condizione normale nella vita quotidiana e ad ognuno di noi può essere capitato più di una volta.
Questa condizione, identificata in medicina come ansia, può essere, nei casi in cui essa sia lieve o moderata, addirittura uno stimolo a focalizzare l’attenzione, le energie e le motivazioni del proprio agire. Quando invece essa è grave, possono insorgere sentimenti di impotenza, confusione e preoccupazione che sono sproporzionati al motivo che le catena.

L’esclusione sociale aggrava certi tumori

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Un recente studio di ricercatori dell’Università di Chicago, pubblicata sulla rivista Cancer Prevention Research ha scoperto che, nei topi da laboratorio, l’esclusione sociale può rendere i tumori più letali.
Secondo i ricercatori, il loro esperimento dimostra che l’ambiente sociale può modificare il decorso la malattia.
La ricerca ha lavorato con topi geneticamente predisposti al cancro della ghiandola mammaria. I topi femmina separati dalle madri hanno dimostrato di sviluppare tumori alle ghiandole mammarie più diffuse dei topi che invece non erano isolati.

Una malattia autoimmune fattore di rischio di infarti e ictus se associata a fumo ed anticoncezionali

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Le donne sotto i 50 anni che presentano una malattia autoimmune denominata sindrome da antifosfolipidi, presentano un rischio notevolmente elevato di avere infarti o ictus. Lo sostengono ricercatori olandesi che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista Lancet Neurology.
Non solo, ma la presenza della sindrome, associata all’abitudine di fumare, oppure all’assunzione di pillole anticoncezionali, aumenta i fattori di rischio ancora di più.
La sindrome da anticorpi antifosfolipidi si verifica quando il sistema immunitario non funziona a dovere, e produce autoanticorpi che dirigono la propria azione direttamente contro tessuti ed organi dell’organismo che li ha prodotti.
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