Cellule tumorali trasmesse da madre a figlio, fenomeno raro ma possibile

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Nel corso del secolo scorso i medici sospettavano che cellule cancerogene potessero passare dalla madre al figlio durante la gravidanza, anche se tale fenomeno non era stato ancora assolutamente verificato in pratica.
Un recente caso osservato i Giappone invece ha rivelato che tale trasmissione non è più un semplice sospetto, ma una realtà.
Si tratta di una donna giapponese di 28 anni risultata affetta da leucemia dopo il parto, la cui bambina, ad 11 mesi di età, ha riscontrato una analoga forma di infezione tumorale.

Sintomi fibromialgia

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La fibromialgia è una condizione cronica che provoca dolori diffusi, stanchezza ed una varietà di altri sintomi che colpisce il sistema muscolare ed i tendini. A differenza dell’artrite, la fibromialgia non provoca dolore o gonfiore alle articolazioni, ma si sviluppa nei tessuti molli situati intorno alle articolazioni e nella pelle ed in diversi altri organi interni. La fibromialgia è caratterizzata dal fatto di non manifestare sintomi evidenti, ed è per questo motivo che la sua diagnosi è difficile.
I sintomi della fibromialgia di solito sono costituiti da diffuso dolore ai muscoli che può presentarsi in forma cronica e variare di intensità da un giorno all’altro, interessando specialmente le aree muscolari sottoposte a sforzi più intensi come il collo, le spalle, i piedi.

Sintomi febbre dengue

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La dengue è una grave infezione virale causata dalla puntura di una specie di zanzara, Aedes aegypti diffusa in tutte le aree tropicali e subtropicali e che negli ultimi anni ha registrato un significativo aumento della sua presenza oppure della ricomparsa in zone da cui era stata debellata.
Le zanzare sono portatrici del virus dengue, della famiglia dei flavivirus, che è stato catalogato in quattro tipi diversi, tutti altrettanto infettivi.
I sintomi principali della dengue sono la febbre alta, un forte mal di testa, dolore dietro agli occhi ed alle articolazioni, dolori muscolari e ossei, rash cutaneo, e piccole emorragie al naso, alle gengive oppure la comparsa di ecchimosi.

Influenza suina e gesti quotidiani

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L’influenza suina è alle porte, e la preoccupazione di essere contagiati probabilmente in molti ha già stimolato il ricorso ad una serie di precauzioni per evitare il contagio, come l’utilizzo delle mascherine o il lavarsi le mani con più cura e frequenza.
Tuttavia ci sono una serie di comportamenti abituali e gesti che compiamo quotidianamente dei quali trascuriamo la capacità potenziale di essere facilitatori del contagio, aumentando la possibilità di essere attaccati dal virus.
Vediamone alcuni:

Esercizi complessi come la giocoleria contribuiscono allo sviluppo del cervello

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Secondo un gruppo di scienziati dell’Università di Oxford alcuni esercizi complessi come per esempio la giocoleria, possono produrre cambiamenti significativi nella struttura cerebrale.
E’ quanto affermano in uno studio pubblicato su Nature Neuroscience.
Per dimostrarlo i ricercatori hanno coinvolto 24 giovani adulti sani, nessuno dei quali aveva in precedenza si era cimentato in esercizi di giocoleria. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, uno dei quali è stato sottoposto ad una serie di sedute settimanali di giocoleria, ed a cui è stato anche chiesto di esercitarsi almeno mezz’ora al giorno.

Concerti e lettori musicali, troppi decibel nocivi per l’udito

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Con la diffusione sempre più massiccia dei dispositivi portatili per ascoltare musica e la notoria passione dei giovani per i concerti, sta crescendo la preoccupazione tra genitori e specialisti sui possibili danni all’udito dall’esposizione ad un volume sonoro troppo alto. Le orecchie sono un organo delicato, ed è facile che abbiano un danno, talvolta permanente anche a distanza di anni, e molte volte irreversibile.
Secondo gli esperti della American Academy of Otolaryngology–Head and Neck Surgery i medici rivelano che sono sempre di più i giovani che si rivolgono a loro per problemi di udito.

Un osso creato in laboratorio da cellule staminali

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Utilizzando cellule staminali creare un osso umano in laboratorio. Una vera sfida per la scienza la medicina, che sembra aver fatto progressi notevoli in questa direzione, visto il recente successo ottenuto da ricercatori statunitensi della Columbia University che sono riusciti a creare una porzione di un osso mandibolare in laboratorio, utilizzando le cellule staminali dello stesso paziente.
Uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences illustra il processo grazie al quale ciò è stato reso possibile.
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