Anticipare il discorso sulla sessualità con i figli

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Quando i genitori decidono di affrontare il tema della sessualità con i loro figli, generalmente scoprono di aver preso la decisione troppo tardi, e si ritrovano spesso ad essere un passo indietro rispetto ai loro figli.
Troppo di frequente insomma, il tradizionale approccio dei genitore egli argomenti che riguardano la sessualità avviene dopo e non prima che il bambino abbia avuto modo di avere le sue prime esperienze sessuali, in alcuni casi anche fortemente a rischio. E’ questo l’avviso di un gruppo di ricercatori statunitensi della Miller School of Medicine presso l’Università di Miami che pubblicano su Pediatrics i risultati di una ricerca da loro condotta su un campione di 141 ragazzi statunitensi, tra i 13 ed i 17 anni e sulle loro famiglie, di ceto sociale medio e medio-alto.

Da madri esposte ai germi figli meno sensibili alle allergie

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I bambini nati da madri maggiormente esposte ai germi durante la gravidanza hanno meno probabilità di sviluppare allergie. E’ quanto risulta da uno studio, pubblicato online su Journal of Experimental Medicine, condotto da ricercatori tedeschi dell’Università di Marburg su topi da laboratorio. Studiando i figli le cui madri erano state esposte all’inalazione di diversi tipi di germi comunemente presenti nei cortili delle fattorie, hanno scoperto che questi risultavano maggiormente protette contro le allergie.

L’esposizione ai germi innescherebbe una lieve reazione infiammatoria nella madre, la quale provocherebbe una maggior espressione di recettori toll-like e la produzione di quelle molecole del sistema immunitario denominate citochine.

La fame stimola il movimento

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Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, la fame stimola il corpo rendendolo più propenso all’esercizio fisico. Quindi fare spuntini tra un pasto e l’altro ci renderebbe più pigri.

Gli esperti del Politecnico federale di Zurigo diretti dal professore Markus Stoffel hanno scoperto un meccanismo molecolare che ha il duplice effetto di favorire il movimento e prevenire l’obesità:. Si tratta di un meccanismo basato sulla proteina ‘Foxa2’ che si disattiva se abbiamo la pancia piena.

Un gene responsabile dell’obesità

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Una recente ricerca dell’Università di Cambridge e del Wellcome Trust Sanger Institute ha dimostrato che la causa dell’obesità infantile sia proprio un gene.

Lo studio è stato condotto su 300 bambini affetti da obesità grave. E’ stato analizzato il genoma di ogni bambino ricercando selezioni e duplicazioni del DNA.

Studiare il morbo di Parkinson grazie ad un verme

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La natura talvolta offre all’uomo delle possibilità insperate ed inedite per comprendere meccanismi vitali della nostra specie, anche nel campo dei disturbi e delle malattie. Così un equipe di ricercatori della Dundee University ha recentemente ottenuto un cospicuo finanziamento per studiare, su un semplicissimo verme, il Caenorhabditis elegans, il perchè le cellule neuronali del cervello umano deperiscono e muoiono causando il morbo di Parkinson.
Il morbo di Parkinson è una malattia neurologica progressiva che provoca la difficoltà di movimento e danni progressivi alla facoltà di parlare, di scrivere e di svolgere molte altre funzioni.

Più nicotina con la prima sigaretta del mattino

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Se la prima cosa che si fa al mattino è quella di accendersi una sigaretta, allora bisognerà essere consapevoli che tale pratica aumenta la quantità di nicotina che viene assorbita dal nostro organismo.
Non è chiaro il perchè di ciò, almeno secondo i ricercatori della Penn State University che in proposito hanno dedicato una ricerca, ma secondo loro ciò potrebbe essere dovuto al fatto che la prima sigaretta del mattino viene aspirata con particolare intensità, rispetto alle altre fumate durante il giorno.
Questo significa anche, sempre secondo i ricercatori, che coloro che hanno quest’abitudine sicuramente avranno più problemi nel tentare di smettere di fumare.

Nuova strategia contro la toxoplasmosi

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Ricercatori statunitensi dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University hanno scoperto recentemente una strategia che potrebbe essere di grande aiuto nel combattere la toxoplasmosi.
Il parassita che la provoca, Toxoplasma gondii è caratterizzato dalla sua costituzione unicellulare, piccolo ma in grado di infettare praticamente ogni animale a sangue caldo.

Le persone e gli animali che sono infettati dal parassita generalmente non manifestano sintomi, ma in alcune fasce della popolazione l’infezione da toxoplasmosi può essere veramente pericolosa: gli immunodepressi, le persone affette da HIV, gli anziani ed i bambini. Tutti coloro insomma che hanno un sistema immunitario debole o compromesso.

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