Spam sui prodotti dimagranti fanno presa sugli adoloescenti

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Un curioso filone di ricerca che ha dato risultati sorprendenti, quello dei ricercatori del Brooklyn College presso la City University di New York. Un questionario proposto a 200 studenti, di cui almeno un terzo con problemi di obesità e sovrappeso, ha scoperto che, tra adolescenti e giovani adulti quasi la metà leggono i messaggi di spam, soprattutto quelli che trattano di rimedi naturali e farmaceutici per perdere peso.
Secondo una recente ricerca condotta da PloS Medicine, il 73% di tutto il traffico via mail consiste di spam, e, di questi, circa un terzo sono messaggi che riguardano la salute e l’aspetto fisico.

Il vaccino MPR non è associabile al rischio di autismo

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Un recente studio fornisce un’ulteriore prova che il vaccino MPR, (morbillo, pertosse, rosolia) non è associabile ad un aumentato rischio di autismo.

La preoccupazione che questo accadesse proviene da uno studio realizzato circa 10 anni fa da parte di un medico inglese, il dottor Andrew Wakefield, che aveva suggerito, in base ad uno studio condotto su 12 bambini, esserci un legame tra il vaccino e malattie intestinali ed autismo.

Il ginkgo biloba ineficace per curare l’Alzheimer?

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Il ginkgo biloba è uno dei farmaci più utilizzati dalla medicina tradizionale cinese, e da anni è considerato come uno dei ritrovati più efficaci per per le funzioni cognitive del cervello, in particolare per la memoria.

Ciò ha fatto si che per anni si sia tentato di utilizzarlo per migliorare la condizione delle persone affette dal Morbo di Alzheimer.
Purtroppo, almeno da quanto rilevato da un recente studio, pubblicato su Journal of American Medical Association (JAMA), sembra che le qualità del ginko non siano efficaci in questo caso.

Intervento chirurgico per la sinusite migliora la qualità della vita

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Una nuova ricerca ha dimostrato che i tre quarti dei pazienti sottoposti a chirurgia per la sinusite ha riscontrato un miglioramento significativo nella qualità della vita, un risultato evidente anche per il restante 25% sebbene non in maniera così significativa.

La rinosinusite cronica è un disturbo diffuso, che generalmente si manifesta con sintomi come un forte mal di testa, e dolori diffusi alle tempie ed intorno al globo oculare, naso chiuso e sternuti. Secondo alcuni autori, il disagio provocato da questo male può influire talvolta in maniera significativa sulla qualità della vita, addirittura più di alcuni disturbi più gravi come l’insufficienza cardiaca, i dolori alla schiena o le malattie polmonari ostruttive croniche.

Girovita troppo ampio, fattore di rischio per il diabete

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Quasi nove persone su 10 non sono consapevoli dei possibili rischi provenienti da un girovita troppo ampio e dal grasso accumulato nell’addome.

Un recente sondaggio su 12.000 cittadini europei ha infatti rilevato che la maggior parte dei partecipanti non era a conoscenza di come l’accumulo di grasso nel ventre sia uno dei segnali più allarmanti della possibilità di contrarre malattie del metabolismo molto gravi, come il diabete di tipo 2.
La casa farmaceutica GlaxoSmithKline, ha recentemente confermato grazie a ricerche interne che il grasso addominale è strettamente legato all’insorgere di malattie cardiache e diabete.

Vaccini per l’influenza suina in eccesso

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La Francia, insieme ad altri paesi europei come Germania ed Olanda sono pronti a vendere migliaia di dosi di vaccino contro l’influenza suina.
La decisione è stata presa di recente, come è rimbalzato anche si maggiori quotidiani nazionali italiani negli scorsi giorni, dopo che le autorità sanitarie locali hanno deciso che le scorte di vaccino antinfluenzale sono più che sufficienti a contrastare un eventuale ritorno dell’infezione nel paese.

Una scelta che è la diretta conseguenza delle recenti dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha valutato come il picco della pandemia sembra essere stato raggiunto, sia in Europa che negli Stati Uniti.

Smettere di fumare e rischio diabete

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Secondo un recente studio statunitense, smettere di fumare aumenta notevolmente il rischio di sviluppare il diabete di tipo due. Secondo i ricercatori, tra chi smette di fumare il 70% è a rischio di sviluppare la malattia nei primi sei anni dall’ultima sigaretta.

Secondo i ricercatori il motivo principale di tale fenomeno è legato al fatto che tendenzialmente chi smette di fumare acquista peso.
Ciò non significa, mette in guardia lo studio, pubblicato su Annals of Internal Medicine che non si debba per questo motivo smettere di fumare e che i risultati teorici di questo studio non sono assolutamente da utilizzare come alibi.

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