Violenza domestica: gli uomini tendono a sovrastimarla, per giustificarsi

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Gli uomini che abusano del loro partner fisicamente sembrano sovrastimare la frequenza con cui tali atti si verificano tra la popolazione, e questo potrebbe dal loro maggiori opportunità di auto giustificarsi.
Lo rivela un nuovo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Washington che hanno sottoposto ad un attenta serie di questionari un campione di 124 uomini, coinvolti in una ricerca ad ampio raggio sulla violenza domestica.

Gli uomini esaminati si erano tutti resi protagonisti, nei 90 giorni precedenti allo studio, di una violenza nei confronti del partner. E’ stato chiesto loro di stimare la percentuale di violenze che il partner maschio esercita nei confronti della donna in ambito famigliare suddivise in sette diverse tipologie di abuso: oggetti lanciati contro il partner che potrebbero procurare lesioni, spinte, schiaffi e percosse, strangolamento, violenza fisica, minaccia armata e costringere il partner ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà.

Giro di vite contro il tabacco negli USA

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USAToday riporta che negli Stati Uniti la Food & Drug Administration ha annunciato una serie di nuovi regolamenti volti ad impedire il più possibile l’abitudine al fumo presso i minori.
Regolamenti già presenti, in ordine sparso nella legislazione statunitense ed in quella dei vari stati: negli Stati Uniti sono già state bandite le sigarette al profumo di frutta ed ai chiodi di garofano, che sembravano presentare un forte richiamo soprattutto tra i più giovani consumatori, mentre in molti stati è già presente il divieto di vendita del tabacco ai minori.

Crisi epilettiche

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L’epilessia che può essere anche indicata con il termine di disturbo compulsivo, è un termine che definisce genericamente la tendenza ad avere crisi epilettiche ricorrenti.
Queste rappresentano una disfunzione temporanea del cervello nella quale gruppi di cellule nervose iniziano ad inviare segnali anomali ed eccessivi.
Le cellule neuronali e nervose inviano normalmente segnali elettrici con i quali esse interagiscono con le altre cellule nervose, e grazie alle quali esse monitorano ed inviano gli impulsi necessari a tutte le funzioni dell’organismo, dal pensiero alle azioni, dalle sensazioni al controllo delle funzioni interne del corpo.
Nel corso di una crisi epilettica le attività delle cellule nervose risultano essere disturbate, e producono sintomi diversi a seconda della parte del cervello in cui si esprime la disfunzione.

Stimolazione cerebrale profonda efficace contro l’epilessia

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Ricercatori americani affermano che la stimolazione cerebrale profonda è una promettente terapia per trattare l’epilessia.
Gli scienziati della Stanford University hanno eseguito uno studio su 110 pazienti ai quali sono stati applicati elettrodi nel cervello mentre venivano monitorate le crisi epilettiche.
Il 41% dei pazienti ha avuto una riduzione effettiva nel numero di crisi già dopo i 13 mesi, mentre nell’arco di due anni, il 56% ha raggiunto lo stesso risultato.
Tutti i pazienti, che soffrivano regolarmente di crisi epilettiche, erano stati in precedenza trattati farmacologicamente, ma senza eccellenti risultati.

Ipnosi contro la sindrome da intestino irritabile

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L’ipnosi potrebbe essere utile per alleviare i sintomi della sindrome da intestino irritabile, e potrebbe essere un ottimo trattamento anche in relazione ai costi. Lo sostiene un gastroenterologo britannico, Roland Valori, editore della rivista Frontline Gastroenterology, che rivela come dei 100 pazienti messi in cura con l’ipnosi, si sono avuti miglioramenti dei sintomi in 9 casi su 10.
Nonostante precedenti ricerche, risalenti agli inizi degli ani ’80, abbiano dimostrato l’efficacia dell’ipnosi, il medico sostiene che essa viene utilizzata di rado.

Legame tra calvizie precoce e tumore alla prostata?

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Esiste un legame tra la calvizie precoce e la riduzione del rischio di tumore alla prostata? Sì, secondo un recente studio realizzato da ricercatori della Scuola di Medicina presso l’Università di Washington.
La ricerca, su un campione di 2000 uomini di età compresa tra i 40 ed i 47 anni e pubblicata sulla rivista medica Cancer Epidemiology, è riuscita a trovare un collegamento evidente tra alti livelli di testosterone, un ormone maschile, ed un ridotto rischio di tumori.
I ricercatori hanno diviso i pazienti, la metà dei quali soffrivano di tumore alla prostata, in due gruppi, a seconda che presentassero o meno segni di perdita di capelli e calvizie.
Gli uomini che già a 30 anni avevano iniziato a sviluppare un segno di calvizie e presentavano i segni più evidenti di caduta dei capelli risultavano avere un rischio di tumore alla prostata ridotto del 29-45%.

Nuova tecnica chirurgica per labbra piene e giovanili

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Una nuova tecnica di chirurgia plastica per aumentare il volume delle labbra che non utilizza il collagene, ma l’opportuna modifica di alcuni muscoli del collo. E’ questa la ricerca compiuta da ricercatori del Centro di Chirurgia Estetica di Naples, in Florida, che riportano di aver portato a buon fine tale intervento su un campione di 25 pazienti.
L’intervento chirurgico può essere fatto parallelamente ad altri interventi di lifting, ed aiuta a ridare alle labbra il loro aspetto pieno e giovanile, contro i segni dell’età.
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