Dieta mediterranea e fertilità nella donna

dieta mediterranea

Nel corso di questi ultimi anni diversi studi hanno evidenziato le grandi proprietà salutari della dieta mediterranea: contribuisce a ridurre l’apporto calorico e quindi a rendere più controllabile il peso corporeo, riduce l’incidenza di asma ed allergia nei bambini, abbassa il rischio di sindrome metabolica, risultando anche efficace nel ridurre la necessità di farmaci nel diabete di tipo II. Oltre a ciò è stata indicata come tra le migliori diete nel diminuire rischi come tumori e depressione.

Genetica la causa dei tumore ai polmoni tra i non fumatori?

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Una variante genetica potrebbe contribuire a spiegare perché alcuni non fumatori sviluppano il tumore ai polmoni. E’ quanto affermano in un recente studio alcuni ricercatori americani, che hanno recentemente individuato, nel funzionamento del gene GCP5 un evidente predittore di tumore nei non fumatori.
Secondo una relazione apparsa sulla rivista The Lancet Oncology, un quarto dei casi di tumore al polmone al mondo si verifica su persone che non hanno mai fumato.
Un problema di crescente evidenza per il quale sono ancora sconosciute le cause.

Pesticida associato a deficit dello sviluppo nei bambini

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Un pesticida un tempo ampiamente utilizzato anche per uso domestico e solo recentemente proibito, il chlorpiryfos, è stato associato, in uno studio recentemente pubblicato dalla rivista Journal of Public Health, al ritardo mentale e dello sviluppo fisico nei bambini.
Il prodotto, pur essendo proibito per uso domestico è ancora largamente utilizzato in agricoltura, anche se sottoposto attualmente ad un rigido studio volto a valutarne il potenziale dannoso.
La ricerca ha coinvolto 266 bambini residenti in quartieri a basso reddito di New York, South Bronx e Northern Manhattan. Il pesticida era ampiamente utilizzato per uso domestico fino al momento in cui è stato levato dal commercio, nel 2001.

Le sequenze proteiche influiscono sulla differenza tra gli individui

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La specificità dell’individuo non sarebbe determinata dai geni, ma piuttosto dalla sequenza proteica che li controlla e li avvolge. Lo affermano ricercatori statunitensi della Yale University, che hanno compiuto uno studio su esseri umani, scimpanzè ed i microrganismi presenti nei lieviti, recentemente pubblicato sulla rivista Nature e su Science Express.

Secondo gli scienziati le interazioni di queste sequenze di proteine, chiamate fattori di trascrizione variano significativamente tra un individuo ed un altro, e quindi hanno una forte influenza nel determinare l’aspetto fisico, lo sviluppo dell’organismo e persino il rischio di sviluppare particolari malattie.

Sciroppo di fruttosio dannoso per la steatosi epatica non alcolica

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I pazienti con steatosi epatica non alcolica hanno una probabilità più alta di contrarre problemi al fegato, anche seri come la cirrosi e l’insufficienza epatica.
Inoltre l’accumulo di grasso nel fegato può provocare infezioni, sviluppo di tessuto cicatriziale, fibroso e duro, sul quale si possono poi formare forme tumorali.
I pazienti con segni di steatosi epatica alcolica dovrebbero smettere di bere alcoolici, che possono causare un ulteriore aggravamento della situazione.
Un recente studio pubblicato su Hepatology, mette in guardia chi è affetto da questo male anche da alimenti e bevande che contengono lo sciroppo di fruttosio glucosio.

Agopuntura e rischio infezioni

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Un recente articolo comparso in questi giorni sulla rivista British Medical Journal, e scritto da ricercatori di Hong Kong riapre il dibattito su agopuntura e rischio di infezioni. Un dibattito che in questi anni si è particolarmente animato grazie al fatto che sono sempre di più le persone che si sottopongono a questo particolare tipo di cura alternativa.
La questione viene sollevata soprattutto per quanto riguarda la sicurezza degli aghi utilizzati che, secondo i ricercatori, penetrando in profondità sotto l’epidermide, possono diventare, se non trattati con le dovute cure, degli agenti di infezione.

Allarme sulla tubercolosi farmaco resistente

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Un nuovo allarme riguardo alla crescita dei casi di tubercolosi resistente ai farmaci (MDR-TB l’acronimo inglese) è stato recentemente lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 440.000 i casi accertati al mondo nel 2008, dei quali un terzo è deceduto.
Quasi la metà dei casi si sono verificati in Cina e in India, le aree la mondo più colpite, seguite da vicino dalla Russia, dove, in tre province, un caso ogni 4 sono risultati essere infezioni tubercolotiche del tipo farmaco-resistente.
Nel mondo, i casi di tubercolosi accertati sono sull’ordine dei 9,4 milioni di infezioni, con 1 milione ed 800 mila decessi conseguenti, lo sviluppo di batteri farmaco resistenti resta ancora tutto sommato un fenomeno relativamente ridotto.

Tuttavia gli esperti temono che tale forma di tubercolosi sia destinata a crescere, complicando le modalità di trattamento ed influendo sui costi globali.

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