Inquinamento atmosferico vicino alle scuole fattore di rischio per l’asma

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L’inquinamento atmosferico provocato da strade ad alta densità di circolazione aumenta il rischio di asma nei bambini che frequentano le scuole vicine.

E’ questo il risultato di uno studio condotto nella California del Sud, dove i ricercatori hanno evidenziato come i bambini che frequentano istituti scolastici siti in prossimità di grande arterie di traffico sono sensibili al rischio di asma per il 45% in più.
I ricercatori, della Keck School of Medicine presso l’Università della California del Sud ribadiscono, a margine dello studio, pubblicato di recente sulla rivista Environmental Health Perspectives, che l’esposizione all’inquinamento atmosferico nei luoghi dove i bambini trascorrono il loro tempo, al di fuori delle mura domestiche, sono un evidente fattore di rischio per l’asma.

Cosmetici e pubertà precoce

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L’esposizione alle sostanze chimiche presenti in una vasta gamma di prodotti di bellezza e di cosmesi potrebbe essere la causa di pubertà tardiva o precoce nelle ragazze ed essere un fattore di rischio per problemi di salute una volta adulte. E’ quanto sostengono ricercatori statunitensi della Mount Sinai School of Medicine, che hanno di recente pubblicato i dati di una loro ricerca in proposito su Environmental Health Perspectives.

Sono tre in particolare le classi di sostanze chimiche coinvolte, ritengono i ricercatori, tra le quali i fenoli, gli ftalati ed i fitoestrogeni, ingredienti che sono noti come “perturbatori endocrini”, sono in grado cioè di influenzare il sistema endocrino dell’organismo.

Apporto di grassi al mattino meno nocivo che alla sera

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La tradizionale colazione continentale, notoriamente ricca di grassi, con pancetta, uova e toast potrebbe non essere così dannosa per l’organismo come si è fino ad oggi creduto. Almeno da quanto traspare da un nuovo studio realizzato da ricercatori dell’Università dell’Alabama che hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sulla rivista International Journal of Obesity.
Un apporto di grassi all’inizio di giornata sarebbe dunque non nocivo e potrebbe prevenire la sindrome metabolica ovvero quella serie di fattori di rischio che occorrono insieme e che possono aumentare la possibilità di sviluppare malattie coronariche, diabete ed ictus.

Farmaco per combattere l’obesità senza effetti collaterali

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L’obesità è senza dubbio una delle patologie più diffuse, il problema è che non sempre si riesce a prevenirla, solo da pochissimo tempo sono state infatti attivate delle campagne per mettere al corrente le persone dai rischi che si corrono quando si è in sovrappeso, nella maggior parte dei casi quindi ci si trova a doverla combattere.

Per fortuna però ci sono delle buone notizie, un gruppo di scienziati italiani coordinati da Uberto Pagotto, endocrinologo dell’Alma Mater, sono riusciti a realizzare un farmaco per combattere l’obesità che è privo di ogni effetto coollaterale.

Tiroidite post-partum

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Da una recente indagine è emerso che una mamma su tre soffre di tiroidite post-partum, un’infiammazione della tiroide che sorge entro un anno dal parto e che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente. In ogni caso gli esperti mettono in guardia le neomemme, si tratta infatti di un disturbo che in alcuni casi può portare a delle complicazioni, per cui è sempre opportuno rivolgersi ad un medico esperto e non abbassare la guardia fino a quando non si è completamente guariti.

Piccola tassa sulla vendita di bibite inefficace per combattere l’obesità infantile

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Piccole imposte sulla vendita delle bevande analcoliche non sono sufficienti a ridurre il consumo di soda tra i bambini. E’ quanto sottolinea un nuovo studio realizzato dalla Rand Corporation, un organismo di ricerca non a scopo di lucro.
La ricerca ha voluto valutare il potenziale impatto delle imposte sulla vendita di bevande a base di soda, che recentemente sono state proposte come strategia per combattere l’obesità infantile.
Secondo lo studio se l’obiettivo è quello di ridurre notevolmente il consumo di carbonato di sodio tra i bambini, allora la tassa dovrebbe essere decisamente consistente, mentre una piccola sovrattassa, da quanto traspare dalla ricerca non ha nessun vantaggio pratico.

Strategia terapeutica per prevenire nuovi attacchi di cuore

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Una proteina denominata fattore di crescita del sistema nervoso, o NGF, contribuisce a far funzionare il muscolo cardiaco danneggiato da un attacco cardiaco nei topi, e ciò potrebbe essere di aiuto nell’elaborare una strategia terapeutica efficace per prevenire ulteriori attacchi cardiaci nell’uomo.
Se precedenti ricerche avevano esplorato la capacità della proteina di influenzare i tessuti nervosi del cuore, questo ultimo studio, pubblicato di recente su Circulation Research, ha invece puntato l’attenzione sulla possibilità che questa proteina possa contribuire ad una miglior guarigione delle cellule cardiache danneggiate.
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