Infarto, ecco perché colpisce soprattutto di mattina

cuore cuoreSembra che gli attacchi cardiaci si verifichino con una maggiore incidenza soprattutto nel mattino, in un’orario compreso fra le 6 e le 10 e con una minore incidenza nel pomeriggio.

Un gruppo di ricercatori della Case Western Reserve University avrebbero capito il motivo, presentando i risultati del loro studio nel corso del 246th National Meeting & Exposition of the American Chemical Society (ACS). 

Terapia cognitiva per combattere la depressione

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Secondo due recenti studi, la terapia cognitivo-comportamentale in molti casi può rivelarsi più utile di psicofarmaci e antidepressivi per combattere la depressione. Le due ricerche, pubblicate sulla versione online della rivista JAMA Psychiatry, sono state condotte rispettivamente dai ricercatori dell’Università del Texas Southwestern Medical Center a Dallas e dell’Ospedale Pediatrico di Boston.

Come prevenire distacco della retina

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Distacco della retina: una patologia invalidante che consiste nel distacco di un sottilissimo strato di tessuto nervoso sensibile alla luce che consente di focalizzare correttamente le immagini e inviare i messaggi visivi al cervello attraverso il nervo ottico.

Una patologia che purtroppo tende a registrare nuovi aumenti anche nel corso degli ultimi mesi con un’incidenza di un caso ogni 10mila abitanti: è quanto emerge dai dati raccolti dal Centro di eccellenza in Oftalmologia di Chieti diretto dal prof. Leonardo Mastropasqua. 

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Sana alimentazione dopo l’infarto salva la vita

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Dopo aver subito un attacco di cuore è indispensabile cambiare le proprie abitudini alimentari e cominciare a mangiare in modo più sano: sarebbe questo l’unico modo per poter ridurre del 30-40% il rischio di morire d’infarto. 

 

È uno studio condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health e pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine a sottolineare l’importanza di una sana alimentazione dopo un attacco cardiaco.

Funghi per aumentare i livelli di vitamina D

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Secondo uno studio effettuato dai ricercatori della Sydney Medical School, coordinati dalla prof.ssa Rebecca Mason, mangiare funghi farebbe aumentare i livelli di vitamina D nel corpo, rivelandosi un’alternativa ottimale alla minore esposizione alla luce solare.

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