Terapia cognitiva per combattere la depressione

di Alessandro Bombardieri

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Secondo due recenti studi, la terapia cognitivo-comportamentale in molti casi può rivelarsi più utile di psicofarmaci e antidepressivi per combattere la depressione. Le due ricerche, pubblicate sulla versione online della rivista JAMA Psychiatry, sono state condotte rispettivamente dai ricercatori dell’Università del Texas Southwestern Medical Center a Dallas e dell’Ospedale Pediatrico di Boston.


Nel primo studio sono stati presi in esame 241 adulti che avevano risposto bene alla terapia cognitiva, ma erano ad alto rischio di depressione recidiva. Dopo essere stati divisi in tre gruppi, i soggetti hanno ricevuto un trattamento presso l’Università del Texas Southwestern Medical Center e l’Università di Pittsburgh Medical Center. I primi due gruppi hanno continuato la terapia cognitivo-comportamentale e assunto il farmaco Prozac (a base di fluoxetina), mentre il gruppo di controllo ha preso un farmaco placebo. Dai risultati è emerso che i pazienti dei primi due gruppi avevano ridotto della metà i tassi di ricaduta, rispetto a quelli del gruppo placebo. Due anni e mezzo dopo lo studio tutti e tre i gruppi hanno subito tassi di ricaduta simili.

DEPRESSIONE E DEMENZA SENILE

Nel secondo studio sono stati coinvolti 316 adolescenti che erano a rischio di depressione, perché entrambi i genitori hanno sofferto di depressione o essi stessi hanno mostrato sintomi o hanno avuto episodi precedenti. I ragazzi sono stati avviati ad una terapia cognitivo-comportamentale di gruppo (otto sessioni della durata di 90 minuti a settimana). Nei 33 mesi del periodo di follow-up, i partecipanti che hanno seguito la terapia cognitivo-comportamentale hanno mostrato tassi significativamente inferiori di episodi di depressione, rispetto a coloro che avevano seguito la terapia tradizionale a base di farmaci.

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