Sesso occasionale, più propensi gli uomini che le donne

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Secondo uno studio britannico, apparso ad agosto sulla rivista scientifica Human Nature, gli uomini sono molto più propensi ad accettare il sesso occasionale rispetto alle donne, e sono anche molto meno esigenti per quanto riguarda quanto il partner occasionale sia attraente.
I ricercatori fondano quanto è evidenziato nello studio su una ricerca condotta su un campione di 860 studenti appartenenti a 3 nazionalità diverse, statunitensi, tedeschi ed italiani, e con un numero di donne e di uomini pressochè paritario, 427 uomini e 433 donne.

Gay, lesbiche e bisessuali ricorrono più sovente a trattamenti di salute mentale

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Gay, lesbiche e bisessuali, secondo uno studio realizzato da ricercatori dell’UCLA, l’Università californiana di Los Angeles, hanno il doppio di probabilità di ricorrere a trattamenti per problemi di salute mentale, e sono anche più a rischio nell’uso di sostanze stupefacenti.
Lo studio è apparso sull’ultimo numero della rivista BMC Psychiatry e riporta i dati di una ricerca condotta da un’equipe di ricercatori che hanno analizzato i dati su 2074 persone che avevano partecipato ad una ricerca su larga scala, la California Health Interview Survey.

Preoccupante aumento del mal di testa tra i giovani

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L’Università di Exeter, nel Regno Unito ha fatto una ricerca su bambini ed adolescenti inglesi per valutare l’incidenza e la frequenza del mal di testa in quell’età specifica. I risultati, pubblicati sul British Journal of General Practice offrono dati alquanto preoccupanti, secondo i ricercatori.
Il 10% dei ragazzi infatti ha accusato di avere il mal di testa almeno due volte alla settimana.
Secondo i ricercatori questo è un malessere ingiustamente trascurato, visto che per lo stesso disturbo, gli adulti che soffrono di cefalee risultano avere diversi problemi nella vita sociale e lavorativa.

Dormire solo sei ore ed essere in forma? Un gene lo permette

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Una buona ed una cattiva notizia per coloro che si vantano di essere sufficientemente in forma pur dormendo solo 6 ore al giorno.
La notizia buona proviene dall’Università della California a San Francisco dove un gruppo di ricercatori è riuscito ad individuare una mutazione genetica che effettivamente permette a chi la possiede di necessitare solo di sei ore di sonno. Lo studio è nato casualmente osservando, durante uno studio sui ritmi circadiani, l’orologio biologico che regola nell’uomo e negli animali il sonno e la veglia, una coppia di donne, madre e figlia, che manifestavano appunto la capacità di avere una vita sana ed attiva pur dormendo non più di 6 ore al giorno.

La radioterapia nei tumori cerebrali indebolisce le facoltà cognitive

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Gli interventi terapeutici su alcuni tipi di tumori cerebrali che prevedono l’uso di radiazioni, anche a bassa intensità, possono causare un calo progressivo del funzionamento cognitivo.
A queste conclusioni sono arrivati i ricercatori della VU University Medical Center di Amsterdam, che hanno condotto uno studio sulle capacità cognitive di 65 persone in cura per forme leggere di glioma, uno dei tumori al cervello più comuni e che spesso viene trattato proprio con radioterapia.
Circa la metà dei pazienti coinvolti nella ricerca erano stati sottoposti a radiazioni.

Pensare positivo è salutare

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Si sa che l’atteggiamento psicologico e le prospettive con cui si affronta la propria vita possono influire enormemente sulla salute della mente. Da oggi tale beneficio è stato appurato che influisce anche positivamente a livello fisiologico.
Uno studio in questo senso, condotto da ricercatori americani e pubblicato su Circulation, ha lavorato su dati raccolti in circa 100.000 donne. Una ricerca associata ad una precedente indagine, realizzata da ricercatori olandesi, che invece aveva analizzato lo stesso meccanismo del rapporto tra ottimismo e salute negli uomini.

Lo stress influisce su qualità e durata del sonno tra i giovani

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Secondo alcuni ricercatori americani che hanno pubblicato il loro studio su Journal of Adolescent Health, lo stress per l’andamento scolastico e per la propria vita influisce sulle ore di sonno negli studenti molto di più di quello che si pensi, e che tale fattore risulta influire sulla qualità del sonno in maniera più decisiva che non l’uso di caffeina, alcool, o l’abitudine ad utilizzare dispositivi elettronici (computer e tv) fino a tardi nella notte.
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