Tachicardia è pericolosa? Diagnosi e prevenzione

di Cinzia Iannaccio

Quando si parla di tachicardia si fa riferimento ad un battito accelerato del cuore. In genere se supera in un adulto a riposo i 100 battiti al minuto. Esistono diversi tipi di tachicardia (parossistica, atriale, sinusale, ventricolare o sopraventricolare, notturna, eccetera) che dipendono da vari fattori in primis dal luogo nel cuore dopo il segnale elettrico fisiologico che regola la frequenza cardiaca arriva o parte in modo anomalo. A seconda di questi ed altri aspetti la tachicardia può essere una condizione con cui convivere serenamente o meno: in taluni casi può anche mettere a repentaglio la vita di chi ne soffre.

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Rischi e complicanze di tachicardia

Le complicazioni della tachicardia variano in gravità a seconda di fattori come il tipo di tachicardia, la velocità e la durata di una frequenza cardiaca anomala, nonché l’esistenza di altri disturbi cardiaci. Tra i possibili rischi possiamo trovare:

  • Coaguli di sangue che possono provocare un ictus o un attacco cardiaco
  • Incapacità del cuore di pompare sangue a sufficienza (insufficienza cardiaca)
  • Svenimenti frequenti
  • Morte improvvisa (di solito associata esclusivamente con la tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare)

 

Lo specialista di riferimento è il cardiologo. Non sempre la tachicardia ha sintomi correlati facili da identificare, per questo è sempre opportuno effettuare delle visite cardiologiche di routine almeno ogni anno o due dopo i 35-40 anni e tenere costantemente sotto controllo la pressione arteriosa ed i valori ematici.

Diagnosi

Dal medico sarà possibile fare una serie di test, ma anche parlare di sintomi-se presenti- anche extra cardiaci, familiarità con malattie cardiovascolari, dell’assunzione eventuale di farmaci, droghe o integratori alimentari, dello stile di vita e della dieta.
Valutare questi aspetti sarà utile al cardiologo per una diagnosi precisa che stabilisca il tipo di tachicardia ed eventualmente le sue cause. Per arrivare a questo scopo si eseguono uno o più test diagnostici. Il primo e sicuramente il più semplice da eseguire è l’elettrocardiogramma.

Elettrocardiogramma (ECG)

L’elettrocardiogramma, o ECG o ECG, è il test diagnostico atto a registrare i segnali elettrici emessi dal cuore. Si esegue attraverso piccoli elettrodi posizionati sul torace (e caviglie e polsi) collegati ad uno strumento che ne traccia i risultati su di un foglio. In caso di dubbi o per un approfondimento il medico può predisporre un Holter ( registrazione di Ecg nelle 24 ore con dispositivo portatile da indossare anche a domicilio nelle normali attività quotidiane) o un registratore di eventi ( un dispositivo ECG portatile che ha lo scopo di monitorare l’attività cardiaca nell’arco di poche settimane ad alcuni mesi. Si attiva solo quando si verificano i sintomi di una frequenza cardiaca veloce).

Studio elettrofisiologico

Il medico può raccomandare anche un test elettrofisiologico per confermare la diagnosi e per individuare la posizione dei problemi nel circuito del vostro cuore. Durante questa prova, un medico inserisce degli elettrodi direttamente sul cuore grazie a sottili tubi flessibili (cateteri) fatti passare attraverso i vasi sanguigni dall’inguine, braccio o collo. Una volta sul posto, gli elettrodi possono mappare con precisione la diffusione di impulsi elettrici durante ogni battito e identificare le anomalie.

Tilt o tilting test

Questo test aiuta il medico a comprendere meglio come e perché la tachicardia induce a svenimenti/ sincope, laddove questi sintomi si presentino. Sotto monitoraggio ed in ambiente protetto si somministra un farmaco che induce tachicardia. Ci si stende su un lettino che viene alzato come se il paziente stesse in piedi e si osserva come cuore e sistema nervoso rispondono ai cambiamenti di posizione.

Altre indagini diagnostiche

A seconda dei casi il medico specialista potrà prescrivere anche altre indagini diagnostiche come l’ecocardiogramma.

 

Prevenzione

Il modo più efficace per prevenire la tachicardia è quello di ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiache. Se si dispone già di malattie cardiache, è opportuno seguire le indicazioni già date dal medico. Per il resto gli esperti consigliano di:

  • Praticare esercizio fisico con regolarità
  • Dieta sana povera di grassi e ricca di frutta, versura e cereali integrali
  • Scongiurare l’obesità ed il sovrappeso
  • Mantenere colesterolo e trigliceridi nei livelli
  • Tenere sotto controllo la pressione
  • Smettere di fumare
  • Bere con moderazione gli alcolici
  • Non usare droghe
  • Limitare caffeina ed altre bevande eccitanti
  • Evitare abuso di farmaci che possono provocare tachicardia (parlarne con il proprio medico)
  • Fare i controlli cardiologici di routine
  • Tenere sotto controllo lo stress

 

 

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Fonte: Mayo Clinic

Foto: Thinkstock

 

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