Orologio biologico e problemi di cuore

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Uno studio pubblicato da poco su Nature Medicine ha avanzato l’ipotesi che le malattie cardiovascolari possano essere legate ad un malfunzionamento dell’orologio biologico del nostro organismo.
Il malfunzionamento dell’orologio biologico, che ha una forte influenza sul nostro organismo inteso come fabbrica di sostanze ed elementi chimici, è già stato collegato in passato a molte altre malattie, e questa ricerca, condotta su topi da laboratorio da ricercatori della Kyoto University, apre nuovi spiragli alla comprensione di questo fenomeno, già individuato essere un fattore di primaria importanza per l’aumento della pressione del sangue, un fattore di rischio arcinoto per le malattie cardiache, nei lavoratori sottoposti a turni stressanti e sempre diversi, in coloro che lavorano viaggiando spesso per lunghe distanze ed in coloro che hanno disturbi nel sonno.

Durante le festività aumentano gli attacchi cardiaci

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Se precedenti ricerche avevano appurato esserci un aumento dei casi di attacchi di cuore durante il periodo invernale, questo era stato attribuito al fatto che il freddo potesse essere in qualche modo responsabile dell’aumento dei casi, perchè metteva a dura prova il cuore. Tuttavia, un recente studio, durato 12 anni e condotto nella contea di Los Angeles, ha evidenziato che tale associazione non è comprensibile perchè qui l’inverno è mite, e quindi non si può imputare al freddo le ragioni dell’aumento del numero di attacchi cardiaci. La ragione deve essere un’altra.

Farmaci contro la dipendenza utili anche per i giocatori d’azzardo

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I farmaci utilizzati comunemente per trattare la dipendenza da sostanze potrebbero rivelarsi efficaci anche nel trattamento delle dipendenze da gioco d’azzardo.
E’ quanto hanno scoperto i ricercatori statunitensi dell’Università del Minnesota, utilizzando in maniera sperimentale i farmaci su persone affette da dipendenza da il gioco d’azzardo.
Gli scienziati hanno testato farmaci progettati per aumentare le inibizioni e diminuire gli impulsi ad assumere una sostanza in due gruppi di maschi e femmine diagnosticati come giocatori d’azzardo patologici.

Recidiva del tumore al seno bevendo alcoolici

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Le donne che hanno avuto il tumore al seno dovrebbero astenersi dal consumo di alcoolici, o ridurlo il più possibile per evitare il rischio di un ritorno del male.
E’ quanto appurato da un recente studio americano, realizzato da ricercatori della Division of Research di Oakland, e presentato all’annuale conferenza della American Association for Cancer Research Conference.

Lo studio, uno dei pochi studi realizzati finora che indaga sulla relazione tra recidiva dei tumori e consumo di alcool, ha preso in esame un campione di 1.900 donne guarite dal tumore al seno, verificando che la recidiva, ovvero la possibilità che esse ritornassero a manifestare il male, era del 30% superiore nelle donne bevitrici.

Cellule staminali trasformate in killer di cellule infettate dall’HIV

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Ricercatori statunitensi della David Geffen School of Medicine presso l’Università di California a Los Angeles sostengono essere riusciti a dimostrare, in laboratorio, che le cellule staminali umane possono essere trasformate in cellule in grado di attaccare e distruggere quelle infettate dal virus dell’HIV.
E, potenzialmente, sostengono nello studio pubblicato recentemente su Plos ONE, tale procedura potrebbe essere applicata ad altre malattie di origine virale.

L’esercizio fisico non allevia i dolori mestruali

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L’esercizio fisico non aiuta ad alleviare i dolori durante il periodo mestruale, nonostante sia comunemente raccomandato.
Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Birmingham, che hanno studiato un campione di 650 studentesse universitarie il 28% delle quali manifestava un dolore da moderato a grave durante il periodo mestruale.
Lo studio, pubblicato su BJOG (International Journal of Obstetrics and Gynaecology), sembra non aver rilevato alcun legame tra l’esercizio fisico e la riduzione del dolore.

Cibi grassi compromettono il sistema immunitario

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Nuove prove che gli alimenti grassi sono nocivi per la sapute provengono da una tesi realizzata dalla Sahlgrenska Academy: i topi da laboratorio alimentati con una dieta a base di strutto per un lungo periodo hanno un sistema immunitario più debole e meno efficace nel contrastare i batteri nel sangue.
I topi sono stati nutriti con una dieta a base di strutto, per la quale l’apporto totale delle calorie calorico derivava per il 60% dai grassi. I topi così nutriti sono stati comparati ad altri la cui dieta era povera di grassi, per i quali l’apporto calorico derivava solo per il 10% dai grassi.
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