Genetica alla base della tendenza a consumare alcool e marijuana

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I geni che rendono le persone più inclini all’alcoolismo potrebbero giocare un ruolo altrettanto importante nel renderli inclini al consumo di marijuana.
Lo sostengono i ricercatori che hanno realizzato di recente uno studio pubblicato su Alcoholism: Clinical & Experimental Research, e che si è basato su un questionario corposo che ha coinvolto 6300 donne e uomini tra i quali anche 2800 coppie di gemelli, ideali per valutare il ruolo della genetica perchè hanno un corredo genetico identico.

Le persone coinvolte nello studio dovevano rispondere ad una serie di domande sull’uso di alcool e marijuana durante la loro vita.

Whisky e vodka, diversi i postumi di una bevuta eccessiva

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Bere whisky procura una sbornia peggiore di quanto faccia la vodka, secondo un recente studio di ricercatori americani.
Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Alcoholism: Clinical and Experimental Research, ed è stato realizzato da scienziati provenienti dalla Brown University di Rhode Island.

Lo studio ha comunque anche rilevato che in ogni caso, sia che si esageri con il whisky che con la vodka, le difficoltà di ripresa e la capacità di affrontare il lavoro il giorno successivo sono praticamente identiche.

Esami su proteina del fegato per il suo ruolo nei tumori

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Saperne di più su una proteina presente nel fegato sarebbe di grande aiuto nel trattamento terapeutico di disturbi come infiammazioni, fibrosi e tumori che colpiscono il fegato.
Lo sostengono ricercatori di un team misto di scienziati provenienti da Giappone e Stati Uniti che hanno pubblicato una ricerca in merito sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il tabacco considerato dagli adolescenti la sostanza più nociva

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Un questionario tra gli adolescenti americani ha riportato che statisticamente più della metà di questi pensano che il fumare sigarette sia più dannoso di quanto lo sia prendersi una sbornia oppure usare altre sostanze.
I questionari sulla percezione dei rischi dall’uso e dall’abuso di sostanze sono molto utili, perchè, valutando la percezione che gli adolescenti ne hanno, si possono istituire campagne di prevenzione più mirate alle esigenze del momento.

Alcune polveri sottili più nocive per i bambini

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Le polveri sottili e le altre particelle liberate nell’aria dal traffico automobilistico sono tra le prime cause di affanno e tosse nei bambini sotto i due anni.
Un alto tasso di inquinamento atmosferico era già stato in precedenza identificato da diversi studi avere un legame evidente con i sintomi di asma nei bambini che vivono nelle aree urbane ad alto tasso di traffico, ma lo studio recentemente uscito sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine è il primo che ha centrato l’attenzione su quali di queste particelle potessero essere le più dannose.
I ricercatori infatti sostengono che vi sono diverse componenti nell’inquinamento atmosferico, ed ognuna di esse dovrebbe essere studiata per valutarne l’importanza sulle condizioni di salute della popolazione, in particolare dei più piccoli.

Rimedi naturali, i pistacchi

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Una nuova ricerca pubblicata on-line su Molecular Nutrition & Food Research, indica che i composti bioattivi presenti nei pistacchi hanno proprietà antinfiammatorie.
L’olio di pistacchio per esempio diminuisce i livelli di IFIT-2, un marcatore delle infezioni, intese come complesse reazioni biologiche agli stimoli nocivi provenienti da agenti patogeni, cellule danneggiate ed irritate, sovente associate a molte malattie croniche ed a disturbi come obesità e tumori.

I fiori fanno bene ai pazienti in ospedale

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I fiori sono sempre stati associati al dono ed alle manifestazioni d’affetto, ed anche per i malati ed i pazienti il fiore ha sempre simboleggiato l’augurio di guarigione e la vicinanza affettiva di parenti ed amici. Tuttavia, nel corso della storia degli ospedali i fiori sono stati guardati talvolta con diffidenza, ed attualmente in alcuni ospedali è vietato portarli nelle camere dei pazienti.
Un recente studio di due ricercatori dell’Imperial College di Londra condensa, e confuta, quelli che in passato sono stati gli argomenti chiave che avrebbero portato al bando dei fiori nelle camere dei degenti in ospedale.
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