Nuovi legami tra genetica e celiachia

pane

Nuovi fattori genetici che causano la celiachia sono stati recentemente scoperti da un gruppo di scienziati internazionali guidati da ricercatori della London School of Medicine and Dentistry britannico. Scoperta che potrebbe aprire la strada a nuove modalità con cui diagnosticare ed anche curare l’intolleranza al glutine, un disturbo sempre più comune soprattutto nell’occidente industrializzato.

I ricercatori hanno eseguito una scansione delle mappe genetiche di un gran numero di pazienti affetti da celiachia, oltre 9400, e grazie a ciò hanno potuto evidenziare alcune aree del sistema immunitario che provocano l’insorgere del male.

Aterosclerosi e dieta

dieta

Sulla rivista Circulation compare recentemente uno studio svolto su 140 volontari che afferma, ancora una volta, l’importanza della dieta nel combattere disturbi come l’aterosclerosi.
In passato si riteneva che l’accumulo dei grassi nelle arterie, un fenomeno pericoloso perchè fattore di rischio di attacchi cardiaci ed ictus, fosse un fenomeno irreversibile. Da quando alcuni farmaci hanno dimostrato la loro capacità di ridurre l’accumulo di grassi nel sistema arterioso ecco che ulteriori ricerche e studi si sono orientati a scoprire quali altri meccanismi, compreso lo stile di vita e le diete, avessero le capacità di contenere e persino ridurre un fenomeno effettivamente pericoloso e rischioso per la salute, soprattutto raggiunta una certa età.

Nuova lozione contro la pediculosi, a base di alcool benzilico

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La lotta ai pidocchi si è sempre combattuta a suon di rimedi naturali, come la vaselina e gli oli, di oliva oppure di altre piante, che avevano lo scopo di uccidere il parassita impedendogli la respirazione. Un rimedio efficace anche se spesso i pidocchi, apparentemente debellati, riuscivano in poco tempo a ricomparire. Ciò perchè il piccolo animale è dotato di uno speciale sistema di protezione dell’apparato respiratorio, che presenta delle membrane, denominate spiracoli, che proteggono le cavità respiratorie.
Di fronte ad un trattamento naturale a base di sostanze oleose il parassita può dunque chiudere le cavità respiratorie, e quando si lava via la sostanza oleosa dalla testa esso ritorna attivo.
Esistono, è vero, anche prodotti a base di neurotossine ed insetticidi, ma spesso il loro uso è da utilizzare con cautela e con intervalli di tempo relativamente lunghi, almeno 10 giorni di distanza da un’applicazione all’altra.

Caffè riduce il rischio di ictus?

caffe

Bere caffè potrebbe ridurre il rischio di ictus, secondo quanto rilevato da uno studio di recente presentato al meeting annuale dell’American Stroke Association tenutosi recentemente.
La ricerca, condotta dal Dott. Yangmei Li, epidemiologo presso l’Università di Cambridge, ha preso in considerazione un campione di 23.000 persone seguite per un periodo di 12 anni, che hanno compilato questionari sul consumo quotidiano di caffè e che sono stati monitorati per tutto il periodo della ricerca sull’incidenza dei casi di ictus.
Secondo i dati forniti dai ricercatori coloro che dichiaravano di bere caffè sono risultati avere un rischio di ictus ridotto di circa il 27% rispetto a coloro che dichiaravano di non bere mai caffè.

Videogiochi e violenza, un dibattito acceso

playstation

Videogiochi e violenza, un dibattito che ancora oggi appassiona studiosi e ricercatori, e che continua a dare risultati discordanti, come rivela un recente articolo apparso su USA Today.
Una recente ricerca statistica su circa 130 precedenti studi ha evidenziato un legame tra i videogiochi e lo sviluppo di pensieri ed atteggiamenti aggressivi negli adolescenti, oltre che diminuire l’empatia, e ciò a prescindere da altri fattori come sesso, età, ed ambiente culturale.
Lo studio, pubblicato dal Dott. Craig Anderson del Center for the Study of Violence presso la Iowa State University è il frutto di un’analisi statistica su precedenti ricerche che hanno coinvolto in totale un campione di più di 130.000 giocatori nella fascia di età corrispondente al primo ciclo di studi della scuola elementare, in USA, Europa e Giappone.

Sclerosi multipla: fitness ottimo aiuto per le funzioni cognitive

fitness

Sembra che l’esercizio fisico sia di grande aiuto nel proteggere il cervello nelle persone colpite da sclerosi multipla, almeno secondo quanto riportato da uno studio recente realizzato da scienziati e ricercatori della Ohio State University.
La ricerca è stata compiuta su 21 donne affette da sclerosi multipla recidivante remittente, valutando gli effetti di fitness ed esercizio fisico sulla stato di salute del cervello e sulle funzioni cognitive.
Le pazienti con un alto grado di allenamento fisico, hanno rilevato i ricercatori, presentavano una maggior capacità di eseguire test cognitivi, rispetto alle donne meno allenate.

Un terzo dei medici non conosce i sintomi del “Choking Game”

ragazzo

Chocking game”, così viene chiamato un gioco particolarmente e pericolosamente diffuso tra gli adolescenti americani. Questo consiste nella compressione del torace e nell’arresto del flusso di sangue al cervello per qualche secondo, in modo che il successivo afflusso di ossigeno provoca un breve stato di euforia. Un gioco pericoloso e che può rivelarsi mortale o provocare danni permanenti.

Un recente studio ha rilevato come molti medici non siano ancora oggi in grado di individuare i sintomi più comuni del gioco negli adolescenti che visitano. Un problema, la mancata diagnosi, che riduce la possibilità di intervenire ed agire tempestivamente per evitare che l’adolescente si procuri ulteriori danni.

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