Grassi polinsaturi i migliori per la salute del cuore

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Sostituire i grassi saturi con grassi più sani riduce il rischio di malattie cardiache di un quinto. Lo affermano studiosi statunitensi della Harvard Medical School, che hanno recentemente pubblicato un report che analizzava otto recenti studi, che, presi nel loro insieme, coinvolgevano un campione di 13.000 persone.
Un ulteriore prova dunque che conferma come i grassi polinsaturi, presenti in alcuni oli vegetali e nei pesci, sono utili a ridurre la presenza del cosiddetto colesterolo cattivo, quello responsabile dell’accumulo di placche sulle pareti delle arterie che possono alla lunga causare problemi al flusso del sangue.

Ridurre il sale nei cibi, un’obiettivo per le industrie alimentari

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La lotta che Michelle Obama ha intrapreso contro la diffusione dell’obesità tra gli adolescenti e la popolazione americana in generale sembra aver ottenuto i primi risultati sul fronte della sensibilizzazione delle industrie alimentari. Così in questi giorni si è appreso che l’azienda alimentare Kraft, tra le più potenti multinazionali del settore, sta prendendo in considerazione un progetto che dovrebbe andare a ridurre il sale del 10% nei suoi prodotti entro i prossimi 2 anni.
Può sembrare poco, ma una recente ricerca, pubblicata su Annals of Internal Medicine, ha appurato che una riduzione di tale dimensione su scala nazionale ridurrebbe in quel paese di circa 32 milioni di dollari i costi per la salute.

Dieta mediterranea e fertilità nella donna

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Nel corso di questi ultimi anni diversi studi hanno evidenziato le grandi proprietà salutari della dieta mediterranea: contribuisce a ridurre l’apporto calorico e quindi a rendere più controllabile il peso corporeo, riduce l’incidenza di asma ed allergia nei bambini, abbassa il rischio di sindrome metabolica, risultando anche efficace nel ridurre la necessità di farmaci nel diabete di tipo II. Oltre a ciò è stata indicata come tra le migliori diete nel diminuire rischi come tumori e depressione.

Genetica la causa dei tumore ai polmoni tra i non fumatori?

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Una variante genetica potrebbe contribuire a spiegare perché alcuni non fumatori sviluppano il tumore ai polmoni. E’ quanto affermano in un recente studio alcuni ricercatori americani, che hanno recentemente individuato, nel funzionamento del gene GCP5 un evidente predittore di tumore nei non fumatori.
Secondo una relazione apparsa sulla rivista The Lancet Oncology, un quarto dei casi di tumore al polmone al mondo si verifica su persone che non hanno mai fumato.
Un problema di crescente evidenza per il quale sono ancora sconosciute le cause.

Pesticida associato a deficit dello sviluppo nei bambini

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Un pesticida un tempo ampiamente utilizzato anche per uso domestico e solo recentemente proibito, il chlorpiryfos, è stato associato, in uno studio recentemente pubblicato dalla rivista Journal of Public Health, al ritardo mentale e dello sviluppo fisico nei bambini.
Il prodotto, pur essendo proibito per uso domestico è ancora largamente utilizzato in agricoltura, anche se sottoposto attualmente ad un rigido studio volto a valutarne il potenziale dannoso.
La ricerca ha coinvolto 266 bambini residenti in quartieri a basso reddito di New York, South Bronx e Northern Manhattan. Il pesticida era ampiamente utilizzato per uso domestico fino al momento in cui è stato levato dal commercio, nel 2001.

Le sequenze proteiche influiscono sulla differenza tra gli individui

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La specificità dell’individuo non sarebbe determinata dai geni, ma piuttosto dalla sequenza proteica che li controlla e li avvolge. Lo affermano ricercatori statunitensi della Yale University, che hanno compiuto uno studio su esseri umani, scimpanzè ed i microrganismi presenti nei lieviti, recentemente pubblicato sulla rivista Nature e su Science Express.

Secondo gli scienziati le interazioni di queste sequenze di proteine, chiamate fattori di trascrizione variano significativamente tra un individuo ed un altro, e quindi hanno una forte influenza nel determinare l’aspetto fisico, lo sviluppo dell’organismo e persino il rischio di sviluppare particolari malattie.

Sciroppo di fruttosio dannoso per la steatosi epatica non alcolica

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I pazienti con steatosi epatica non alcolica hanno una probabilità più alta di contrarre problemi al fegato, anche seri come la cirrosi e l’insufficienza epatica.
Inoltre l’accumulo di grasso nel fegato può provocare infezioni, sviluppo di tessuto cicatriziale, fibroso e duro, sul quale si possono poi formare forme tumorali.
I pazienti con segni di steatosi epatica alcolica dovrebbero smettere di bere alcoolici, che possono causare un ulteriore aggravamento della situazione.
Un recente studio pubblicato su Hepatology, mette in guardia chi è affetto da questo male anche da alimenti e bevande che contengono lo sciroppo di fruttosio glucosio.
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