Cancro ai testicoli, come si fa la diagnosi?

di Cinzia Iannaccio Commenta

Come si fa la diagnosi di tumore al testicolo? Quali indagini diagnostiche? Il tumore testicolare si riscontra solitamente in seguito a controlli specifici dovuti a qualche sintomo particolare (come un gonfiore anomalo localizzato) o in conseguenza di analisi fatte per altre condizioni (ad esempio in caso di infertilità). Il primo step è sicuramente sempre quello di rivolgersi ad un medico esperto che provvederà a stabilire un percorso diagnostico preciso che sicuramente non potrà prescindere da una visita clinica.

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La visita

La visita parte da un’analisi dei sintomi e dall’anamnesi generale per arrivare al controllo diretto dei testicoli con palpazione, per verificare la presenza di grumi, gonfiore e dimensione. Il medico esaminerà anche l’addome, i linfonodi, e altre parti del corpo per valutare eventuali altri campanelli d’allarme di un cancro diffuso o di altri sintomi correlati ad altre condizioni.

 

Ecografia dei testicoli

L’ecografia è spesso il primo test che il medico prescrive se ha il sospetto di un tumore ai testicoli e permette di distinguere condizioni benigne come l’idrocele o il varicocele che potrebbero presentare sintomi simili.

 

Esami del sangue per i marcatori tumorali

Alcuni esami del sangue possono aiutare a diagnosticare tumori del testicolo. Molti tumori testicolari producono infatti alti livelli di alcune proteine denominate marcatori tumorali , come l’alfa-fetoproteina (AFP) e la gonadotropina corionica umana (HCG). La loro presenza ed i livelli aiutano anche a capire di che tipo di tumore testicolare si tratta. Livelli alti spesso indicano un non seminoma, mentre il seminoma non presenta un aumento del HCG (fatte salve le forme miste). Un tumore testicolare potrebbe anche aumentare i livelli di un enzima chiamato lattato deidrogenasi (LDH), benché gli aumenti in circolo di questa sostanza possono essere dati anche da patologie diverse dal tumore. Questi test si eseguono anche in una fase successiva, ovvero per controllare se la terapia anti-cancro sta facendo effetto e per i follow-up.

 

Rimozione chirurgica e biopsia

La diagnosi del tipo di tumore avviene comunque solo con la biopsia e per farla occorre rimuovere una parte del tessuto da analizzare al microscopio. In genere per arrivare a questo, il medico è piuttosto certo della presenza del tumore e la biopsia diventa necessaria per stabilire la cura adeguata. Anziché rimuovere solo una piccola parte di tessuto però di solito si opta per l’asportazione del testicolo (orchifunicolectomia radicale, ovvero si asporta anche il funicolo spermatico), onde evitare di lasciare cellule malate nell’area. Solo in rari casi di dubbi circa il tumore prima di questo intervento radicale si esegue una biopsia da un piccolo frammento di tessuto del testicolo prelevato-con intervento mininvasivo- sempre in sala operatoria per poi mandarlo ad analizzare in un laboratorio di anatomo-patologia.

 

Test di imaging

In caso di tumore confermato, il medico può prescrivere altri test di imaging per valutare la possibile diffusione della malattia ad altre aree del corpo. Per farlo si utilizzano Raggi X, Risonanza Magnetica, TAC, PET, scintigrafia ossea, ecografie. Possono essere utilizzati anche dei mezzi di contrasto.

 

 

 

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Foto e fonte: Cancer.org

 

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