Il successo parziale di un vaccino sperimentale stimola la lotta contro l’AIDS

di Redazione

Un vaccino sperimentale contro l'AIDS testato su più di 16.000 giovani volontari in Thailandia ha ridotto il rischio di infezione ad un terzo.

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Un vaccino sperimentale contro l’HIV testato su più di 16.000 giovani volontari in Thailandia ha ridotto il rischio di infezione ad un terzo.
Sebbene i dati non siano ancora soddisfacenti, i ricercatori che hanno condotto lo studio si sono dichiarati entusiasti dei risultati perchè è la prima volta che un vaccino contro l’HIV offre dati statisticamente così positivi.
Non si può parlare di una svolta, chiaramente, ma nella lotta contro l’AIDS, che per due decenni è stata contrassegnata da una frustrante serie di fallimenti, anche un risultato modesto come questo può indurre la speranza che la strada da percorrere per scoprire un trattamento efficace non è poi così buia.

Il vaccino sperimentato è una combinazione di due vaccini, ALVAC e AIDSVAX, che in precedenza erano già risultati di scarsa efficacia. Quando la ricerca è iniziata, nel 2006, in molti consideravano l’esperimento destinato, come i precedenti, al fallimento.

Il primo contiene il canaripox, un virus proveniente dagli uccelli, geneticamente modificato in modo tale che non possa procurare la malattia nell’uomo ma che sia in grado di stimolare le difese immunitarie dell’organismo introducendo tre geni dell’HIV nel corpo. Il secondo invece contiene una proteina che si trova nella superficie esterna del virus dell’HIV.

La ricerca è stata effettuata in Thailandia, ed ha coinvolto 16.402 volontari, uomini e donne di età compresa tra 20 e 30 anni, alla metà dei quali è stata somministrata la combinazione di vaccini, mentre il secondo gruppo era sottoposto alla somministrazione di un placebo.
Tutti sono poi stati sottoposti, nei successivi tre anni, ai test sull’HIV.

Nel corso della sperimentazione 50 persone del gruppo dei vaccinati si è in seguito infettato, mentre nel gruppo di controllo l’infezione ha colpito 74 persone.

Anche se la riduzione del 31 per cento del tasso di infezione è stata modesta, per i ricercatori è comunque già un dato significativo che indica come per la prima volta un vaccino ha avuto una sensibile efficacia come strumento di prevenzione.

La ricerca, al di là del fatto che è impensabile immaginare di produrre un vaccino che protegga con una percentuale di successo così scarsa, ha però il merito di indicare una strada ai tanti ricercatori che nel mondo stanno lavorando per combattere il virus dell’HIV.

I dati forniti dallo studio tailandese insomma suggeriscono che realizzare un vaccino efficace contro il virus dell’HIV è forse possibile, e questo sarà in futuro di grande stimolo per la ricerca.

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