Sintomi botulismo

di Luca Bruno

Il botulismo è una malattia rara ma grave causata da una neurotossina prodotta da un batterio, il Clostridium botulinum

lattina

Il botulismo è una malattia rara ma grave causata da una neurotossina prodotta da un batterio, il Clostridium botulinum che identifica un gruppo di batteri presenti comunemente nel suolo e con cui l’uomo può entrare in contatto assumendone le spore attraverso cibo contaminato o ferite esposte al batterio.
Facoltà del batterio è quella di riuscire svilupparsi meglio in condizioni di scarsa presenza di ossigeno, producendo delle spore che sopravvivono a lungo e si riattivano quando trovano le condizioni ideali per la crescita.

Ci sono sette tipi di neurotossina prodotti dal botulino, identificati progressivamente dalle lettere dell’alfabeto, dalla A alla G, quelli che possono provocare l’insorgere dell’intossicazione nell’uomo sono identificati dalle lettere a, B, E, F.

Tutte le forme di botulismo possono essere letali, quello contratto attraverso l’assunzione di cibo contaminato (molto comune l’intossicazione da cibi in scatola conservati male), quello che si diffonde da una ferita contaminata a sua volta o il botulismo infantile, e sono considerate un’urgenza medica.

I sintomi classici del botulismo comprendono visione doppia o offuscata, palpebre cadenti, balbuzie, difficoltà a deglutire, secchezza delle fauci e debolezza muscolare.

Nei bambini il botulismo si manifesta con inappetenza e costipazione, un vagito molto debole e uno scarso tono muscolare.

Sono i sintomi preliminari di paralisi muscolare causati dall’intossicazione che se non curata può peggiorare fino a causare la paralisi di braccia e gambe, del tronco e dei muscoli respiratori.

Nell’intossicazione di botulino di origine alimentare, tali sintomi si verificano dalle 18 alle 36 ore dopo aver ingerito il cibo contaminato, sebbene in alcuni casi si manifestino dopo solo sei ore o, al contrario, anche dopo 10 giorni.

Generalmente i medici diagnosticano l’intossicazione da botulino attraverso l’esame delle feci, la scansione cerebrale o l’elettromiografia per valutare la risposta del sistema nervoso.

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