Paura di perdere al gioco: non c’è se l’amigdala è lesionata

di Luca Bruno

Una parte del cervello regola la nostra paura di fare scelte rischiose, come quella di smettere di giocare d'azzardo in una condizione in cui le possibilità di vincita sono proporzionalmente più scarse.

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Una parte del cervello regola la nostra paura di fare scelte rischiose, come quella di smettere di giocare d’azzardo in una condizione in cui le possibilità di vincita sono proporzionalmente più scarse.
E’ questo ciò che sostengono ricercatori del California Institute of Technology che hanno pubblicato uno studio su Proceedings of the National Academy of Sciences, scoprendo che pazienti con una parte del cervello, l’amigdala, danneggiata, risultavano meno preoccupati di perdere del denaro se confrontati ad altri partecipanti all’esperimento in salute.
Loss Aversion”, così gli scienziati descrivono quella serie di azioni e comportamenti che ci fanno scegliere, in una determinata situazione, come quella del gioco d’azzardo, se vale la pena di rischiare o meno.

Un meccanismo biologico di difesa che potrebbe proprio essere regolato in un area precisa del cervello, ed avere l’amigdala come centro di controllo.

L’esperimento si è svolto osservando due donne con una rara condizione causata dal fatto che avevano subito lesioni all’amigdala ma non presentavano nessun altro danno al cervello, messe a confronto con sei individui sani di un gruppo di controllo uguali per età, reddito ed istruzione.

I volontari e le due pazienti sono stati invitati dai ricercatori a partecipare ad una serie di scommesse, con lo scopo di valutare quando e come i partecipanti avrebbero deciso di smettere di giocare ritenendolo troppo a rischio di perdere.

Le donne con la lesione all’amigdala continuavano a giocare ed a scommettere anche in situazioni dove le probabilityà di vincita erano sfavorevoli, rivelando così di non percepire la paura di perdere.

I ricercatori da queste osservazioni sono stati spinti a suggerire che proprio la lesione cerebrale era il motivo che spiegava questo comportamento insolito.

L’amigdala pienamente funzionante sembra rendere quindi le persone più prudenti, e secondo gli scienziati tale funzione potrebbe giocare un ruolo determinante nel come le persone prendono le loro decisioni anche in altre situazioni della vita, non solo nel campo del gioco d’azzardo quindi, ma anche, per esempio, nella politica o nella finanza.

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