Scoperta una possibile cura per la tubercolosi

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Ricercatori del Dipartimento di Biochimica, Biofisica e Biologia Molecolare, dell’University of Illinois, insieme con altri della Urbana-Champaign, e della Cornell University di New York, stanno tentando di trovare un modo per combattere la tubercolosi.
Una recente scoperta dell’equipe medica, pubblicata su Journal of Biological Chemistry, ha scoperto che c’è un sistema per combattere la tubercolosi che potrebbe essere molto efficace.
Studiando comparativamente le sequenze genetiche dei batteri della tubercolosi umana ( Mycobacterium tuberculosis) e quelli della tubercolosi che colpisce gli animali, in particolare i bovini (Mycobacterium bovis), che non è in grado di colpire l’uomo.

Sintomi disturbo ossessivo compulsivo

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Preoccupazioni, dubbi e credenze superstiziose sono comuni nella vita quotidiana di tutti, il problema è quando diventano vere e proprie ossessioni che impediscono di poter pensare e fare altro se non gesti ripetitivi ed ossessivi. Disturbo Ossessivo Compulsivo è il nome che viene dato a questa particolare condizione che occorre quando il cervello sembra come bloccarsi su un particolare pensiero. E’ una vera e propria malattia, causata dal fatto che il cervello soffre problemi di elaborazione delle informazioni. Si pensa che a livello biologico si tratti di un mal funzionamento nella distribuzione della serotonina nei neuroni.
Prima dell’arrivo di farmaci moderni e delle terapie cognitivo-comportamentali, il disturbo ossessivo compulsivo era considerato un male incurabile mentre oggi lo si può combattere e vincere con successo.

La coscienza aiuta mente e corpo a lavorare insieme

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Abbiamo un piatto rovente in mano: in che modo il cervello risolve il dilemma su quale è l’azione che dobbiamo intraprendere? Ovvero, quando e come decidiamo a livello di coscienza se lasciar cadere il piatto che ci scotta oppure resistiamo per evitare che il cibo finisca per terra?
Ecco la domanda a cui un gruppo di ricercatori della San Francisco State University ha tentato di dare risposta in uno studio recente pubblicato sulla rivista Emotion.

Ricerca sul legame tra vita sessuale attiva e benessere nella donna

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Verificare se benessere e vitalità nella donna sono legati in qualche modo ad una vita sessuale attiva. Questo l’impegno di un gruppo di ricercatori che hanno condotto una ricerca in merito, pubblicata sulla rivista Journal of Sexual Medicine.
L’equipe di ricercatori che proviene dalla Monash University, in Autralia, ha incluso nello studio 295 donne, tra i 20 ed i 65 anni che dichiaravano di essere sessualmente attive per più di due volte al mese.
L’intento era quello di esplorare i legami tra soddisfazione sessuale e benessere nelle donne, e verificare se ci fossero differenze in ciò tra le donne in pre e post menopausa.

In aumento le aspettative di vita nei paesi sviluppati

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Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Lancet, sostiene che, esaminando i dati provenienti da 30 tra i paesi più sviluppati al mondo, dal 1950 le aspettative di vivere fino ad 80 anni sono raddoppiate per entrambi i sessi.
I ricercatori autori dello studio, un’equipe di medici danesi dell’ Aging Research Center presso la University of Southern Denmark hanno inoltre rilevato che la tendenza a diventare più anziani è un fenomeno in costante crescita dal 1840, e che questa tendenza non mostra, almeno fino ad oggi segni di rallentamento.
Il fatto che questo crescita delle aspettative di vita sia così lineare e non sembri ad oggi manifestare battute di arresto, porta i medici a concludere che sia ancora lontano quello che si potrebbe definire come il limite massimo della vita umana.

Obesità e sovrappeso in gravidanza fattori di rischio per difetti cardiaci nel bambino

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Le donne in sovrappeso o obese che hanno una gravidanza, sono risultate, secondo un recente studio comparso sulla rivista Obstetrics and Gynecology, più a rischio di partorire un bambino con difetti cardiaci.
Lo studio, condotto direttamente da un organismo governativo statunitense, lo U.S. Centers for Disease Control and Prevention, ha anche fornito le percentuali di rischio: il 18% in più nel caso delle donne in sovrappeso, ed il 30% in più nelle donne obese sono a rischio di avere un bambino con difetti al cuore.
I ricercatori dell’organizzazione governativa hanno esaminato lo stato di salute di 6,440 bambini con difetti cardiaci congeniti e di 5,673 neonati senza problemi, associando all’esame di questi un’intervista alle madri.

In caso di traumi, statisticamente chi è ubriaco si salva di più

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Due recenti studi condotti negli Stati Uniti hanno riscontrato che, a parità di lesioni, coloro erano ubriachi al momento del trauma avevano una probabilità di sopravvivenza più alta rispetto a coloro che subivano un trauma analogo da sobri.
Il primo studio al riguardo è comparso recentemente su American Surgeon, e riguarda una ricerca compiuta su 7985 pazienti che avevano subito un trauma. Il 7 per cento dei pazienti sobri è morto in seguito al trauma, mentre i pazienti ubriachi sono deceduti solo nell’1% dei casi. I pazienti analizzati avevano una età simile ed avevano subito traumi di analoghe dimensioni.
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