Farmaci contro la dipendenza utili anche per i giocatori d’azzardo

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I farmaci utilizzati comunemente per trattare la dipendenza da sostanze potrebbero rivelarsi efficaci anche nel trattamento delle dipendenze da gioco d’azzardo.
E’ quanto hanno scoperto i ricercatori statunitensi dell’Università del Minnesota, utilizzando in maniera sperimentale i farmaci su persone affette da dipendenza da il gioco d’azzardo.
Gli scienziati hanno testato farmaci progettati per aumentare le inibizioni e diminuire gli impulsi ad assumere una sostanza in due gruppi di maschi e femmine diagnosticati come giocatori d’azzardo patologici.

Recidiva del tumore al seno bevendo alcoolici

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Le donne che hanno avuto il tumore al seno dovrebbero astenersi dal consumo di alcoolici, o ridurlo il più possibile per evitare il rischio di un ritorno del male.
E’ quanto appurato da un recente studio americano, realizzato da ricercatori della Division of Research di Oakland, e presentato all’annuale conferenza della American Association for Cancer Research Conference.

Lo studio, uno dei pochi studi realizzati finora che indaga sulla relazione tra recidiva dei tumori e consumo di alcool, ha preso in esame un campione di 1.900 donne guarite dal tumore al seno, verificando che la recidiva, ovvero la possibilità che esse ritornassero a manifestare il male, era del 30% superiore nelle donne bevitrici.

Cellule staminali trasformate in killer di cellule infettate dall’HIV

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Ricercatori statunitensi della David Geffen School of Medicine presso l’Università di California a Los Angeles sostengono essere riusciti a dimostrare, in laboratorio, che le cellule staminali umane possono essere trasformate in cellule in grado di attaccare e distruggere quelle infettate dal virus dell’HIV.
E, potenzialmente, sostengono nello studio pubblicato recentemente su Plos ONE, tale procedura potrebbe essere applicata ad altre malattie di origine virale.

L’esercizio fisico non allevia i dolori mestruali

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L’esercizio fisico non aiuta ad alleviare i dolori durante il periodo mestruale, nonostante sia comunemente raccomandato.
Lo sostengono i ricercatori dell’Università di Birmingham, che hanno studiato un campione di 650 studentesse universitarie il 28% delle quali manifestava un dolore da moderato a grave durante il periodo mestruale.
Lo studio, pubblicato su BJOG (International Journal of Obstetrics and Gynaecology), sembra non aver rilevato alcun legame tra l’esercizio fisico e la riduzione del dolore.

Cibi grassi compromettono il sistema immunitario

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Nuove prove che gli alimenti grassi sono nocivi per la sapute provengono da una tesi realizzata dalla Sahlgrenska Academy: i topi da laboratorio alimentati con una dieta a base di strutto per un lungo periodo hanno un sistema immunitario più debole e meno efficace nel contrastare i batteri nel sangue.
I topi sono stati nutriti con una dieta a base di strutto, per la quale l’apporto totale delle calorie calorico derivava per il 60% dai grassi. I topi così nutriti sono stati comparati ad altri la cui dieta era povera di grassi, per i quali l’apporto calorico derivava solo per il 10% dai grassi.

Essere turbolenti da adolescenti pregiudica le aspettative di vita

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Una storia turbolenta da giovani ed adolescenti aumenta il rischio di morte prematura o di avere problemi di salute una volta diventati adulti, già a partire dalla soglia dei 48 ani di età.
Sono i risultati a cui è giunto un recente studio di ricercatori britannici, che hanno seguito un campione di 411 ragazzi che nel 1961 avevano tra gli 8 ed i 9 anni.
Nel gruppo di coloro che a 10 anni manifestavano una serie di comportamenti anti-sociali, tra i quali la tendenza a non frequentare la scuola o avere rapporti conflittuali con i coetanei, e che all’età di 18 anni hanno avuto i primi problemi con la legge il 16,3%, ovvero circa un sesto, all’età di 48 anni risultavano essere deceduti o avere grossi problemi di salute ed un grado più alto di disabilità.

Vitamina D e linfoma

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Nei pazienti con un tipo di linfoma, il linfoma a grandi cellule B diffuse, i livelli di vitamina D presenti nell’organismo sembrano essere strettamente collegati alla progressione del tumore ed alle probabilità di sopravvivenza.
I ricercatori della Mayo Clinic, uno dei più importanti centri di ricerca statunitensi, hanno scoperto questo legame molto evidente studiando 374 pazienti cui era stato in precedenza diagnosticato questo tipo di linfoma.
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