L’Alzheimer riduce il rischio di tumori e viceversa

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Le persone che hanno la malattia di Alzheimer hanno meno probabilità di sviluppare il cancro, e viceversa.
Questo sostiene un recente studio pubblicato su Neurology, realizzato da ricercatori della School of Medicine dell’Università di Washington.

La ricerca si è basata sullo studio di un campione di 3,020 persone di età media di 65 anni, coinvolte in un’ampia ricerca, Cardiovascular Health Study, che ha permesso di seguirli per cinque anni per verificare l’insorgere di sintomi di demenza senile, e per otto anni per verificare l’insorgere di tumori.

Un aminoacido irrobustisce i denti

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Gli scienziati del College of Dentistry presso l’University of Illinois a Chicago hanno scoperto come un singolo aminoacido giochi un ruolo importantissimo nella robustezza dello smalto dei denti.

La prolina, questo il nome dell’aminoacido identificato, viene sintetizzata dalle proteine che si trovano nello smalto dei denti. Negli esseri umani l’aminoacido viene utilizzato dalle proteine per formare catene di aminoacidi, che più sono lunghe, meglio riescono a contrarre i gruppi di molecole che vanno a creare i cristalli di smalto, irrobustendoli.

Passeggiare dopo il pranzo di Natale per bruciare le calorie di troppo

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Una delle attività piacevoli del periodo di Natale a parte lo scambio dei doni e degli auguri, è sicuramente rappresentata dai lauti pranzi e dalle generose cene cui si parteciperà con amici e parenti.
Una “fatica” piacevole ma che sovente rischia di insidiare da vicino la propria forma fisica, con un apporto calorico sicuramente oltre la norma.

Si calcola che un solo piatto di quelli tradizionalmente serviti a Natale, in particolare il tacchino farcito, i cotechini o altre carni ed i dolciumi, forniscano in un sol colpo fino a 1500 calorie, praticamente la metà del fabbisogno giornaliero per un uomo ed i tre quarti per una donna.

Nuovi studi per la lotta alla malaria

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Gli scienziati ritengono che un sistema per combattere la malaria potrebbe essere quello di interferire con la vita sessuale delle zanzare portatrici della malattia.
Ed in questo senso si sono orientati i ricercatori dell’Imperial College di Londra, che hanno poi pubblicato il loro lavoro su PLoS Biology.

La ricerca si è soffermata sulla vita sessuale di un tipo di zanzara, Anopheles Gambiae, particolarmente diffusa nel continente africano.

Rimedi naturali per il jet lag

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Con l’avvento del Natale sicuramente saranno in tanti coloro che in questo periodo si sottoporranno a lunghi viaggi, per ritrovare parenti ed amici, o approfittando dei giorni di vacanza per raggiungere la meta turistica desiderata. Uno dei problemi dei viaggi, soprattutto quelli di lunga durata, come i transoceanici, o per destinazioni per cui si passano in un colpo diversi fusi orari, è sicuramente l’effetto del jet lag, così come viene chiamata quella sensazione di malessere dovuta all’improvviso cambio di orario e di ambiente.

Ci sono molte opportunità di combattere il disagio causato dal jet lag, e molte comprendono l’utilizzo di farmaci, studiati apposta per recuperare le energie e far fronte al senso di stanchezza e spossatezza che è uno dei sintomi più evidenti del disturbo.

Il senso dell’equilibrio non si recupera completamente se ex alcoolisti

La sobrietà conquistata per un lungo periodo, dopo esser guariti dall’alcoolismo, potrà anche essere di grande aiuto nel recuperare l’equilibrio, anche se l’ex alcoolista non potrà più recuperare per intero l’equilibrio originario.
Questo il risultato di uno studio condotto dal dipartimento di psichiatria e scienze comportamentali della Stanford University School of Medicine. Secondo gli autori, con la sobrietà, l’andatura e l’equilibrio diventano maggiormente stabili. Tuttavia, anche dopo un periodo di sobrietà prolungato, le persone con dipendenza conclamata e di lungo periodo dall’alcool, potrebbero continuare ad avere difficoltà a stare in piedi in equilibrio.

Il livello dell’educazione influisce sull’asma

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Una recente ricerca realizzata in Canada avrebbe appurato esserci un legame tra i livelli di educazione e l’asma provocata dalle allergie. Insomma, i più poveri avrebbero un rischio maggiore di sviluppare forme più gravi di asma.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Respiratory Research, è stato realizzato tramite l’osservazione di un campione di 871 adulti, e, valutando i dati raccolti, i ricercatori hanno verificato che coloro che avevano meno di 12 anni in media di istruzione, avevano attacchi di asma più gravi ed erano più spesso obbligati a far ricorso al pronto soccorso: nel corso dell’anno appena trascorso, la percentuale di coloro che si sono rivolti al pronto soccorso sono stati il 55%.

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