Meno sale meno malattie cardiovascolari

sale

Riducendo di mezzo cucchiaino al giorno il consumo di sale aumenta il benessere della popolazione allo stesso modo di quanto si ottiene riducendo il colesterolo, l’obesità ed il vizio del fumo.
E’ quanto sostengono i ricercatori dell’Università della California a San Francisco, che hanno utilizzato modelli computerizzati di proiezione sui vantaggi di una riduzione del consumo di sale nella dieta quotidiana degli statunitensi.
In particolare a trarne vantaggio sarebbero i tassi di problemi cardiaci e degli attacchi di cuore, che potrebbero venir ridotti, grazie a questo semplice accorgimento, di circa il 13% se si riducesse di 3 grammi al giorno il consumo di sale (o 1200 milligrammi di sodio).

Informazioni nutrizionali nei fast food

hamburger

Se nel menù dei fast food sono presenti informazioni nutrizionali, quali il numero di calorie presenti in ogni piatto servito, i genitori scelgono con attenzione per i propri figli il menù meno calorico.
E’ quanto rilevato da un’equipe di studiosi della University of Washington a Seattle che hanno sottoposto all’esperimento 99 genitori con figli di età media dai 3 ai 6 anni, ai quali sono stati presentati menù della celebre catena di fast food McDonald’s, la metà dei genitori avevano un menù in cui erano riportate le informazioni circa l’apporto calorico dei cibi, mentre l’altra metà dei genitori sceglieva da un menù privo di indicazioni sull’apporto calorico.

Bill Gates finanzia la lotta alla malaria

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Il fondatore della Microsoft, Bill Gates ha recentemente dichiarato in un’intervista rilasciata alla BBC che nei prossimi tre anni potrebbe essere realizzato un vaccino contro la malaria.
Il celebre magnate, considerato da molti come l’uomo più ricco del mondo, finanzia da qualche anno, attraverso una fondazione da lui creata, studi e ricerche contro la malaria, una delle malattie più diffuse al mondo ed ancora oggi responsabile di circa un milione di morti all’anno, prevalentemente tra i bambini.

Rimedi naturali contro le scottature

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A seconda della gravità, le ustioni sono classificate in tre categorie: primo, secondo e terzo grado e come tali vengono trattate dalla medicina che tiene anche in conto della causa che le ha provocate.
Le ustioni di primo grado provocano gonfiore, pelle rossa ed un lieve dolore, e generalmente guariscono in 3 -6 giorni.
Le ustioni di secondo grado invece provocano gonfiore, la comparsa di ferite e la rottura dell’epidermide.
Le ustioni di terzo grado sono molto gravi, con sintomi come la colorazione bianca o nera della pelle e la scomparsa della sensibilità dei nervi danneggiati. Il tessuto epidermico viene ad essere danneggiato anche negli strati inferiori.

Come il virus “fa il surf” tra le cellule

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Ricercatori del London Imperial College britannico sono riusciti a catturare grazie ad una telecamera il meccanismo con cui i virus, nel loro studio quello della varicella, “rimbalzano” da una cellula all’altra alla ricerca di quelle non ancora infettate. Il meccanismo è assolutamente interessante perchè spiega in che modo il virus riesce a riconoscere una cellula che ne ospita già uno da quelle che invece sono potenzialmente libere per ospitare il microrganismo.

Riparare il tessuto fetale con un collante ispirato dai molluschi

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La ricerca di biomateriali da usare in medicina è un settore in crescita e, dai risultati che ottiene, sembra essere molto promettente. L’ultima ricerca di cui si è a conoscenza riguarda la sperimentazione eseguita da un’equipe di ricercatori di ingegneria biomedica presso il Northwestern’s McCormick School of Engineering and Applied Science statunitense.
Lo studio, pubblicato su American Journal of Obstetrics & Gynecology riguardava l’esplorazione di un collante biocompatibile in grado di riparare le lacerazioni ed i buchi nella membrana fetale.

Tecnologia genetica per tracciare l’evoluzione dei batteri

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Una nuova tecnologia ha permesso per la prima volta, di seguire lo sviluppo dei batteri dello stafilococco aureo meticillina-resistente (MRSA l’acronimo inglese), un batterio particolarmente pericoloso, e che in questi ultimi anni ha registrato una diffusione notevole. Il batterio è diventato di recente una seria fonte di preoccupazione per medici e scienziati perchè ha dimostrato, nel corso degli ultimi 40 anni, di sviluppare resistenza agli antibiotici, rivelandosi così di fatto un ospite pericoloso per l’organismo umano.
Attualmente l’infezione da MRSA, si tratta con un antibiotico, vancomicina, che riesce ad eliminare il batterio incide anche pesantemente sulla popolazione batterica intestinale: a preoccupazione dei medici riguarda il fatto che, vista la grande capacità di mutare che possiede il batterio esso possa imparare a resistere anche alla vancomicina.
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