Una testa più grande preserva dal morbo di Alzheimer

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Una scatola cranica grande sembra proteggere meglio dai rischi della demenza senile e da malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.
Lo hanno verificato in uno studio di recente pubblicato su Neurology un gruppo di ricercatori tedeschi dell’Università di Monaco.
Gli scienziati hanno reclutato 270 pazienti provenienti da diversi paesi, Stati Uniti, Canada, Grecia e Germania, ed hanno operato su questi una serie di rilevamenti che comprendevano la valutazione della funzionalità della memoria, la scansione del cervello, test cognitivi ed anche la misurazione della scatola cranica.

Scarsa vitamina D aumenta il rischio di Parkinson

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Bassi livelli di vitamina D possono aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson in età avanzata. E’ quanto rivela un nuovo studio condotto da ricercatori finlandesi e recentemente apparso sulla rivista medica Archives of Neurology.
Una ricerca condotta su un campione di 3.000 persone che ha verificato come bassi livelli di vitamina D aumentano di almeno tre volte il rischio.

Spostamenti e trasferimenti influiscono sul benessere psicologico dei bambini?

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Una ricerca di recente apparsa sulla rivista Journal of Personality and Social Psychology suggerisce che i perenni spostamenti del nucleo famigliare possono influire sul grado di felicità e benessere del bambino una volta adulto.
Una condizione particolarmente comune nell’occidente industrializzato, e soprattutto negli Stati Uniti, dove la dislocazione ed i trasferimenti da un paese ad un altro sono molto comuni.
Psicologi, sociologi ed epidemiologi hanno da tempo riconosciuto che i bambini che si spostano spesso tendono ad avere prestazioni peggiori a scuola e hanno più problemi comportamentali rispetto a quelli che crescono sempre nello stesso luogo.

Battito cardiaco come marcatore di problemi ai reni

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Il battito cardiaco potrebbe essere un efficace marcatore per capire quale sarà la condizione di salute delle reni.
E’ quanto afferma una recente ricerca pubblicata online sulla rivista medica Journal of the American Society of Nephrology. Secondo quanto riportato, un alto battito cardiaco a riposo ed una bassa variabilità nella frequenza cardiaca sono stati rilevati dalla ricerca come un segnale di un rischio maggiore di problemi alle reni.

Monitorare i livelli di colesterolo su tutti i bambini

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Di questi tempi avere il colesterolo alto è un fenomeno relativamente comune nei bambini, al punto che, secondo un recente studio statunitense, si dovrebbe istituire un monitoraggio dei tassi di colesterolo su tutti i bambini.
L’American Academy of Pediatrics ha di recente raccomandato lo screening dei livelli di colesterolo in bambini e ragazzi nel cui nucleo famigliare sono presenti casi di colesterolo alto, problemi di cuore, diabete e pressione alta.
Per questi bambini, gli esperti raccomandano, lo screening dovrebbe iniziare già tra i 2 ed i 10 anni.

Vincere in casa influisce sui circuiti cerebrali nella specia maschile

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Curiosa ed interessante ricerca quella svolta nell’Università del Wisconsin su topi da laboratorio. Secondo quanto rilevato nello studio, di recente apparso su Proceeding of the National Academy of Sciences vincere una competizione influisce sul cervello, ed ancora più importante è se la vittoria avviene nel proprio territorio, in casa, insomma.
I ricercatori hanno dimostrato che vivere una competizione vittoriosa provoca cambiamenti nella materia cerebrale, ed aumenta la potenzialità di vincere altre competizioni e conflitti nel futuro.

Anestetici contribuiscono all’effetto serra

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Gli anestetici somministrati per via inalatoria, utilizzati in chirurgia contribuiscono anch’essi al cambiamento climatico globale.
E’ quanto hanno verificato ricercatori norvegesi e statunitensi, provenienti rispettivamente dall’Università di Oslo e dall’Università di California.
Secondo quanto rilevato dallo studio, pubblicato di recente sulla rivista medica Anesthesia & Analgesia, l’uso di questi anestetici in un ospedale molto attivo è pari alle emissioni di circa 1000-1200 auto ogni anno, a seconda del tipo di composto chimico utilizzato utilizzato.
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