Vincere in casa influisce sui circuiti cerebrali nella specia maschile

di Luca Bruno

Sui topi uno studio che permette di scoprire perchè per il maschio è molto importante a livello cerebrale vincere una competizione sul proprio territorio.

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Curiosa ed interessante ricerca quella svolta nell’Università del Wisconsin su topi da laboratorio. Secondo quanto rilevato nello studio, di recente apparso su Proceeding of the National Academy of Sciences vincere una competizione influisce sul cervello, ed ancora più importante è se la vittoria avviene nel proprio territorio, in casa, insomma.
I ricercatori hanno dimostrato che vivere una competizione vittoriosa provoca cambiamenti nella materia cerebrale, ed aumenta la potenzialità di vincere altre competizioni e conflitti nel futuro.

Vincere in casa inoltre sembra avere un effetto particolare, perchè provocherebbe una maggior attività nei recettori degli ormoni maschili nelle aree del cervello che si pensa influenzino l’aggressività sociale.

I ricercatori hanno messo insieme una specie particolare di topi, riconosciuta come molto aggressiva, con altri topi più piccoli ed inesperti, in diversi ambienti come la gabbia-casa dei topi ed altri ambienti neutrali dove i topi hanno naturalmente innescato diversi conflitti.

In una seconda fase i ricercatori hanno analizzato il cervello dei topi, confrontandolo con altri cervelli che non erano stati coinvolti nei combattimenti.

In questo modo si è potuto verificare come i topi vincenti, in casa o su terreno neutrale, risultavano avere aumentata l’espressione dei recettori ormonali nel cervello.

Non solo, perchè nel cervello dei topi che avevano avuto conflitti vincenti sia in territorio neutro che in casa risultava presente un aumento dell’attività dei recettori ormonali in due aree del cervello che controllano rispettivamente il senso della motivazione e quello della ricompensa.

I topi vittoriosi nel proprio territorio risultavano inoltre essere in grado di affrontare e vincere in territori neutrali, anche con animali più grandi ed in un contesto più difficile.

Secondo i ricercatori questo fenomeno potrebbe essere presente anche in altre specie, e nella conclusione suggeriscono che i dati rilevati possono avere un aspetto provocatorio, perchè suggeriscono l’esistenza di un meccanismo attraverso il quale il contesto ambientale influisce sulle proprietà funzionali dei circuiti nervosi che controllano comportamento e motivazioni.

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