Alzheimer più a rischio di attacchi epilettici

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Le persone con malattia di Alzheimer hanno un rischio maggiore di attacchi epilettici e convulsioni, secondo un recente studio realizzato da ricercatori del centro di studi Janssen Alzheimer Immunotherapy Research & Development. Per realizzare lo studio i ricercatori hanno analizzato dati provenienti da quasi 15.000 pazienti britannici di età superiore ai 50 anni, confrontando i dati raccolti con quelli di un analogo gruppo di persone della stessa fascia di età ma non colpiti dal male.

Un alleato contro le zanzare: il ventilatore

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Chi è alla ricerca di sistemi per evitare la presenza di insetti volanti in casa, in particolare le temibili e fastidiose zanzare, ha un alleato silenzioso ma sicuramente presente durante la stagione afosa: il ventilatore.
E’ questa una notizia che appare sulla rivista Science Times di questi giorni che riporta come recenti studi hanno appurato che i ventilatori accesi in casa contribuiscono ad allontanare gli insetti fastidiosi.

Si perde più peso con una dieta rapida?

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Sono tante le discussioni in merito a come perdere peso. Una di queste riguarda il fatto se sia più efficace una dieta rapida oppure una dieta estesa per un lungo periodo.
Un nuovo studio realizzato all’Università di Melbourne ha voluto approfondire la questione per suggerire una risposta in merito.
Secondo quanto appurato dalla ricerca perdere molto peso in poco tempo sembra essere il modo migliore per dimagrire in modo permanente.

Obesità e demenza senile, esiste una connessione?

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L’innalzamento dei tassi di obesità, dell’invecchiamento generale della popolazione e dei casi di Alzheimer e demenza senile pone il problema ai ricercatori americani di trovare una possibile connessione tra questi fenomeni, tutti in crescita.
Secondo uno studio pubblicato di recente sul Journal of the American Geriatric Society questa connessione potrebbe davvero esserci.
I ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine hanno voluto esaminare i dati raccolti all’interno del vasto studio Women’s Health Initiative. Uin particolare hanno concentrato la loro attenzione su 8.745 volontarie che hanno partecipato a studi clinici di terapia ormonale sostitutiva e di età superiore ai 65 anni.

Antidepressivi per curare la violenza domestica causata da abuso di alcool

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Una combinazione di antidepressivi, consulenza e terapie comportamentali sembrano essere la formula più efficace per contenere la tendenza alla violenza negli uomini che hanno problemi con l’alcool.
Lo rivela un piccolo studio statunitense, che, sebbene di dimensioni ridotte, sembra poter gettare le basi per una ricerca di più ampie prospettive in merito.
La sperimentazione, condotta su 60 pazienti con problemi di alcoolismo e precedenti di abusi e violenze in famiglia, ha voluto testare gli effetti di un cocktail di trattamenti che prevedeva la somministrazione di fluoxetina (Prozac) insieme a sedute di terapia comportamentale e alcool counseling.

In riduzione i nuovi contagi di HIV in Africa

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In un recente rapporto, l’UNAIDS afferma che l’incidenza di HIV in Africa è diminuita fino al 25% tra i giovani compresi tra i 14 ed i 25 anni, a causa di sostanziali modifiche del comportamento sessuale.
Secondo il rapporto un risultato causato in gran parte dalle campagne di prevenzione contro l’AIDS.
dice che è in risposta alle campagne di prevenzione dell’Aids.
Tuttavia il panorama non è così roseo, secondo invece quanto riporta l’ONU, che rivela come in alcuni paese si stia invece assistendo ad un aumento dei casi, come in Uganda.

L’ansia aumenta il rischio di problemi cardiaci

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Le persone con malattie di cuore possono essere ad alto rischio di infarti, ictus ed insufficienza cardiaca se soffrono di ansia.
Lo rivelano in uno studio, pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry, ricercatori dell’Università di Tilburg in Olanda, grazie ad una ricerca su un campione di oltre 1000 persone affette da problemi di cuore.
I ricercatori hanno notato che i soggetti affetti da disturbi d’ansia risultavano avere un rischio del 74% maggiore di eventi cardiovascolari anche gravi.
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